Archivio mensile:giugno 2015

Kebab

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Ingredienti:

Per la piadina:

75g di semola

100g di farina

100 ml di acqua

1 cucchiaio di olio evo

un pizzico di sale

Per il ripieno:

maionese

ketchup

cavolo crauto

carote

cipolla rossa

pomodori

lattuga

cetriolo

seitan

salsa di soia

timo

rosmarino

aglio

peperoncino

cumino in polvere

olio evo

sale

Procedimento:

Preparare innazitutto le piadine, mischiando le due farine e aggiungendo poi i liquidi. Impastare bene e lasciare riposare per una mezz’ ora l’ impasto, coperto dalla pellicola. Suddivedere poi l’ impasto e tirare le piade sottili, cuocere su un testo o in una padella antiaderente. Tagliare tutte le verdure sottilmente. Ridurre il seitan in striscioline sottili, mettere un filo di olio in una padella antiaderente, far rosolare uno spicchio di aglio in camicia insieme al rosmarino e il timo, aggiungere il seitan e mandare a fiamma alta, far rosolare ben, aggiungere peperoncino e cumino in polvere, un pò di salsa di soia e far insaporire il tutto. Preparare il kebab unendo le salse, le verdure e il seitan.

 

 

LATTE BRASILIANO

DSCN1537E’ passato del tempo dalla mia ultima pubblicazione. Tempus fugit. Così si dice, ed è vero. Tempo speso tra mille attività,pensieri,paturnie,risate e racconti. Tempo di esperimenti: non mangerecci, ma umani. Ci sono esseri umani, come canta qualcuno, che veramente non hanno la minima idea di quale grave responsabilità porti con sè quell’aggettivo. Cosa vuol dire essere umani se non essere empatico con il prossimo, socievole,rispettoso dell’altrui libertà di pensiero ed azione, e rispettoso sopratutto della diversità di carattere ed opinioni? Cercare l’altro non dovrebbe implicare solo bramarne la fisicità, ma pizzicarne le corde del dentro in modo tale da comporre una melodia che leghi le persone. Il difficile sta nel far combinare il perfetto musicista con la sua propria chitarra!

Poi , quando t’inoltri in un sentiero buio di rassegnazione, incontri persone totalmente nuove e rinnovate dal profondo che ti  ridonano l’illusione che, in fondo, la possibilità di redenzione c’è per tutti.

Ecco, queste sono le tediose conclusioni cui sono giunta finora. Ma l’estate, che come si sa, è tempo proprizio per esperimenti e prove di socialità…è appena alle porte ERGO… ne avrò tante da raccontarne. Almeno farò in modo sia così.

Ora per risollevare un po’ le sorti del post che sta diventando anche troppo “filosofico” per i miei gusti…cavalcando l’onda della mia attuale saudade brasiliana…vi appioppo la ricetta di un latte CREMOSO,VELLUTATO e straricco di nutrienti preziosi. Perchè brasiliano? Ma chiaro: è una bella mungitura di noci del brasile!

Le noci del Brasile sono i frutti della Bertholletia excelsa, un vero monumento della natura, un grande albero che cresce spontaneamente nella foresta: è alto anche 50 metri, vive per più di 300 anni, non si può coltivare in altre zone per la mancanza degli insetti impollinatori e viene disseminato da un unico roditore, l’agouti, che riesce ad aprire le capsule legnose contenenti le 15-20 vere e proprie “noci”.

Cresce soprattutto nelle zone amazzoniche di Brasile, Perù e Bolivia. Questa pianta viene definita eco-sostenibile perchè l’albero deve la sua esistenza alla sopravvivenza del bosco amazzonico. Infatti produce il frutto soltanto se non rimane isolato dal bosco; se ciò accade cessa di produrre, secca e muore. E’ indispensabile che la foresta continui a esistere per quest’albero(anche per l’ambiente e tutti noi) gli alberi delle Noci Amazzoniche sono minacciati sempre più dall’apertura di aree pascolive per l’allevamento di bovini, dalla trasformazione del territorio per incremento dell’agricoltura, dalla bassa rinnovazione della pianta fuori dall’ ecosistema del bosco amazzonico primario.

Le noci del Brasile sono delle vere bombe proteiche e preziose fonti di energia.  Sono apprezzate, come altri semi oleosi, per l’elevato contenuto di vitamina E e di acidi grassi polinsaturi, ma si distinguono soprattutto per l’altissimo contenuto di selenio.
Per comprendere appieno l’importante contributo che questi semi danno al nostro organismo basta pensare che gli esperti raccomandano un’assunzione giornaliera di selenio pari a 200 microgrammi, ovvero la quantità contenuta in appena 2 noci del Brasile.
Questo minerale è un potentissimo antiossidante e combatte i radicali liberi, causa dell’invecchiamento oltre che di diverse patologie. Ha inoltre effetti antitumorali,  antivirali e immunostimolanti. Le popolazioni amazzoniche se ne cibano da sempre.Le noci del Brasile sono delle vere bombe proteiche e preziose fonti di energia.

Sono apprezzate per l’elevato contenuto di vitamina E e di acidi grassi polinsaturi ma, a distinguerle dagli altri semi oleosi (altrettanto ricchi di sostanze nutritive), c’è soprattutto l’altissimo contenuto di selenio.
Per comprendere appieno l’importante contributo che questi semi danno al nostro organismo basta pensare che gli esperti raccomandano un’assunzione giornaliera di selenio pari a 200 microgrammi, ovvero la quantità contenuta in appena 2 noci del Brasile.

( fonte:Ambientebio)

LATTE BRASILIANO CRUDO

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  • 200 g di noci del Brasile faitrade
  • 1 lt di acqua a basso residuo fisso
  • sale q.b a piacere
  • vaniglia a piacere
  • agave q.b ( se lo si vuole dolce)

Far ammollare una notte le noci. Il giorno seguente,una volta scolate, frullarle con l’acqua e gli altri ingredienti scelti . Consiglio di usare un frullatore potente in modo da ridurre bene in poltiglia la massa delle noci.Versare il latte candido in una caraffa filtrandolo con un colino a maglia fitta rivestito da una garza da alimenti.Conservare in frigo ma consumare entro 4 giorni.

Io lo uso per rendere cremosi frullati,per mantecare risotti o sorgotti, per impreziosire torte o altri dessert. Ed anche come base per un gelato fatto in casa non lo vedo male affatto!

Con l’okara, ovvero la poltiglia di scarto, le possibilità di re-impiego sono infinite: biscotti crudisti e non, torte raw e non, per arricchire paste magari rifrullandola con delle verdure, come parte grassa di un dressing , secca come base di un grana veg…insomma…innumerevoli.

E vai di baffoni bianchi!!!!

Alla LUNA più BELLA

ALLA LUNA

foto luna 1 

O graziosa luna, io mi rammento
Che, or volge l’anno, sovra questo colle
Io venia pien d’angoscia a rimirarti:
E tu pendevi allor su quella selva
Siccome or fai, che tutta la rischiari.
Ma nebuloso e tremulo dal pianto
Che mi sorgea sul ciglio, alle mie luci
Il tuo volto apparia, che travagliosa
Era mia vita: ed è, nè cangia stile,
O mia diletta luna. E pur mi giova
La ricordanza, e il noverar l’etate
Del mio dolore. Oh come grato occorre
Nel tempo giovanil, quando ancor lungo
La speme e breve ha la memoria il corso,
Il rimembrar delle passate cose,
Ancor che triste, e che l’affanno duri!


Ore 4.22 del 2 giugno 2015: una graziosa piccola Luna si è adagiata sul ventre caldo di mamma Betta.

Tanto cercata e voluta, il frutto di un lungo Amore è finalmente caduto maturo nelle braccia forti di una piccola famiglia, nutrito dalla dolcezza di nonna Diana e protetto dalle larghe e premurose spalle di papà Simone.

Questa nuova tremante Luna sarà Luce soffusa del loro Domani. Reggerà la torcia nei momenti bui . Regalerà nuove sfumature di colore alla VITA loro. E farà rimanere oscuro il passato da dimenticare.

Benvenuta Luna!

foto luna 2

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