Archivi categoria: a prova di Bimbo

Besciamella

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Ingredienti:

400g di latte di avena
30g di farina di riso
2 cucchiai di olio evo
noce moscata
sale e pepe

Procedimento:

Stemperare la farina di riso nel latte in modo da non formare grumi. Cuocere a fiamma vivace mescolando spesso, per evitare che si attacchi sul fondo. Quando risulterà una bella crema densa spegnere, aggiungere l’ olio e una generosa grattata di noce moscata. Aggiustare di sale e pepe.

 

 

Crostata pere noci e cioccolato

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Ingredienti:

150g di farina

50g di farina di riso

100g di zucchero grezzo di canna

75g di burro di arachidi

50g di latte di avena

50g di olio di semi

un pizzico di sale

2 pere mature

80g di cioccolato fondente

10 noci

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Procedimento:

in una terrina unire le farine, lo zucchero, il burro di arachidi, l’ olio, il latte di avena e un pizzico di sale. Amalgamare il tutto accuratamente, formare una palla e lasciar riposare in frigo per una mezz’ oretta, coperta con la pellicola. Nel frattempo sbucciare le pere e tagliarle a fettine molto sottili. Ridurre il cioccolato fondente a piccoli pezzi, volendo si può anche usare un pelapatate per ottenere delle scaglie. Infine tritare grossolanamente le noci. Stendere con il matterello tre quarti dell’ impasto, in modo da ottenere un disco sufficiente a foderare i bordi della tortiera da 20/24 cm (rivestita con cartaforno) . Distribuire quindi la granella di noci sul fondo, poi fare un primo strato di pere , uno strato di cioccolato fondente e infine un’ altro strato di pere. A questo punto procedere con la realizzazione delle strisce e sistemarle per formare la classica rete o nel modo che più si preferisce.

 

Dobloni di filetto rosso

foto natale2A dire il vero, questa ricetta avrebbe dovuto comparire sui vostri “teleschermi” ben prima di Natale e del resto delle vacanze comandate. Ma. Ma ultimamente il gioco alla fune tra Me ed il Tempo mi vede ripetutamente perdente e sbeffeggiata.In bene, per carità. Mille impegni, varie richieste di collaborazioni,presentazioni, quotidiani corteggiamenti per la realizzazione di qualcosa di “filmato” mi stanno infarcendo le giornate,  e occupando abusivamente i piccoli momenti che dovrebbero rimanere destinati alla cura della mia persona e della mia sanità mentale. Ma tant’è. In realtà, sto amando sempre più la mia vita attuale ed il filo che sta prendendo. Sarà che ora non cammino più sola. Sarà che mi sento le spalle protette. Sarà che le priorità mie stanno maturando e concretizzando in progetti attuabili, anche in 2. Sarà che la maturità che dovremmo dimostrare a 18 anni, io, lenta e bradipa come sono , la sto adoperando e ostentando timidamente solo ora. Sarà che ora inizio a credere di più in me, perchè ho chi crede in me. Sarà che la vita comincia ad essere quella meravigliosa imprevedibile favola che disegnavo coi sogni da bambina. Sarà che ora amo. E sono amata. In modo nuovo e diverso da sempre. E…diamine! Che sicurezza e potenza ti dà!

Ora alla ricetta!

DOBLONI ROSSI

  • 200 g di riso integrale rosso
  • 20 g di porcini secchi ridotti in polvere
  • 220 g di lenticchie pesate cotte
  • 2 cucchiaini di agar
  • aglio in polvere qb
  • mix aromi x arrosti
  • noce moscata
  • pepe e sale
  • 150 g di fiocchi di avena in polvere
  • 100 g di marroni cotti

per la brisée:

  •  600 g di farina
  • 210 g di burro vegano al cocco
  • 150 ml di acqua fredda
  • sale qb
  • 2 cucchiai di semi misti (sesamo nero,chia,papavero,sesamo bianco)

burro vegano al cocco:

  • 100 g di olio di cocco
  • 100 g di olio di riso
  • 50 g di olio evo
  • 1 cucchiaino di lecitina
  • succo di un limone
  • 60 g di latte di mandorla o soia al naturale

Per prima cosa,cuocere separatamente le lenticchie ed il riso senza sale . Polverizzare in un macinacaffé i funghi secchi. Tritare in un mixer i fiocchi di avena in modo da ottenere una farina e nel mentre sbucciare i marroni già cotti in padella o al forno( potete usare anche quelli già cotti venduti in pratiche bustine).

Una volta che tutti gli ingredienti sono pronti,cotti e freddi ( importante!) li mettiamo insieme in un capiente mixer: riso,lenticchie,farina di avena,marroni,polvere di funghi,sale, aglio in polvere,agar agar,noce moscata,pepe e mix aromi per arrosti. Frullare il tutto fino ad ottenere una grana simil-macinato di carne. Dare al composto una forma a polpettone e chiuderlo prima in un canovaccio da cucina pulito a mano e poi in un foglio di alluminio. Porre a cuocere immerso completamente in una capace pentola assieme ad alloro e rosmarino. Lasciare cuocere 1 ora. Spegnere il fornello e lasciare freddare il polpettone per 15 minuti. estrarlo dall’acqua e delicatamente srotorarlo dagli incartamenti. farlo freddare almeno mezza giornata in frigo.

Preparare il burro vegano: sciogliere l’olio di cocco a bagnomaria. Poi semplicemente, frullare l’olio sciolto con il resto degli ingredienti in un minipimer fino ad ottenre un composto similmaionese. Porre in frigo a freddare per 2 h e poi rifrullare con il minipimer. Si otterrà un burro solido e bianco.

Ora passiamo alla brisée:in una boule, mescolare dapprima solo farina,burro freddo e sale in modo da ottenre una sabbia. A questa sabbia, aggiungere l’acqua ben fredda ed i semi e impastare fino ad ottenere un panetto da far riposare in frigo almeno 1h.

Montaggio del tutto: tagliare il nostro polpettone a fette spesse 3 cm. Stendere la brisée formando un rettangolo spesso mezzo cm e ritagliare degli ovali più larghi delle fette di “filetto di riso” di circa 3 cm e rivestire ogni singola fetta completamente. In alcune ho spennellato il filetto con dell’olio al tartufo bianco. Una volta ottenuti i vari dobloni, spennellarli con dell’olio e cuocere in forno a 180 °C fino a doratura.

Io li ho serviti con delle patate duchesse e delle carote caramellate al cocco. Et Voilà!foto natale3

 

 

Cappelletti in brodo

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Ingredienti per quattro persone:

Per il brodo:

due litri di acqua

2/3 carote

tre bei gambi di sedano

una cipolla grossa

un pomodoro maturo(o due cucchiaiate di passata)

una foglia di verza

una grossa patata

un rametto di timo

un rametto di santoreggia

3/4 aghi di rosmarino

3 bacche di ginepro

2 chiodi di garofano

un ciuffo di prezzemolo

olio evo

sale

Per la pasta:

200g di farina di grano duro

75g di acqua

la punta di un cucchiaino di curcuma per dare colore

Per il ripieno:

200g di seitan alla piastra confezionato o fatto in casa

patata lessa (recuperare quella del brodo)

carota lessa(recuperare dal brodo)

noce moscata

la buccia di un limone(non trattato)

una cucchiaiata generosa di lievito alimentare

pepe

Procedimento:

Pulire e tagliare grossolanamente tutte le verdure ,tuffare insieme agli odori, le spezie nell’ acqua e aggiungere un giro di olio evo.Porare a ebollizione e chiudere con un coperchio la pentola lasciando andare a fuoco basso per almeno un’ oretta. Verso fine cottura aggiustare di sale. Preparare l’ impasto versando la farina e la curcuma a fontana sulla spianatoia aggiungere l’ acqua al centro e impastare e lavorare per una decina di minuti sino ad ottenere una pasta piuttosto soda. Se risulta troppo appiccicoso aggiungere un pò di farina, quindi ciudere in una pellicola e lasciar riposare per un oretta. Per il ripieno sminuzzare molto finemente il seitan aggiungere due cucchiaiate di patata lessa schiacciata e una cucchiaiata di carota schiacciata e unire gli altri ingredienti. Assaggiare prima di salare(il seitan in commercio solitamente è già salato). Se il ripieno vi sembra troppo slegato o appccicoso aggiungere un pò di pan grattato o farina fioretto. Stendere la pasta con il matterello in una sfoglia sottile, dalla quale ricavare con un coltello ben affilato dei quadrati 4×4 cm . Con l’ aiuto di un cucchiaio mettere al centro di ogni quadrato una piccola quantità di ripieno.

 

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Chiudere i quadrati a triangolo e premere con le dita intorno ai bordi per sigillare la pasta. Avvolgere i triangoli intorno all’ indice, in modo da sovrapporre le estremità e premere bene affinchè restino unite. Portare a ebollizione il brodo già precedentemente privato delle verdure, versare delicatamente i tortellini, mescolando con un cucchiaio di lego piano per non farli attaccare, cuocere per pochi minuti a ebollizione bassa, per non rischiare di romperli. Versare il tutto in una zuppiera e servire ben caldi.

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PANDORO VEGANO semplice

foto 2 pandoroIn tutti i social,impazzano le gare a chi presenta il pandoro od il panettone più arioso,più giallo,con migliore alveolatura,più fragrante, più dolce,sfogliato,non sfogliato,del tal maestro Pinco Pallino o della tal foodblogger Sempronia. Potevo io, me medesima, non lasciarmi coinvolgere in tale simpatica competizione fatta di burri vegetali più o meno osannati o discussi, di discorsi Alti ed Aristocratici sulla forza delle farine, sull’elasticità olimpionica delle maglie glutiniche? Giammai!

Quest’anno poi ho di fronte un periodo di vacanze natalizie ( mai tanto sognato e guadagnato) estremamente lungo e denso, spero, di momenti felici di intimità stretta familiare e sopratutto straricco di istantanee lunghe quanto l’infinito da trascorrere con l’altra metà del mio cuore.Quindi, visto che ho deciso di regalare golosità a tutti quelli che in quest’annata hanno contribuito, ciascuno a suo modo, alla mia crescita personale,  devo allenarmi con impasti, puntature e pirlamenti (?) . Oibò, chissà come si dirà!

Sono elettrizzata,euforica e gonfia di aspettative positive. Un po come lo siete voi ora…impazienti di leggere la ricetta del mio Pandoro che ha suscitato parecchi applausi virtuali.

Prima di procedere, desidero rendere grazie a chi mi ha dato una mano a distanza nelle varie fasi o semplicemente contribuito con suggerimenti.

Ringrazio Cinzia Raciti,da cui ho preso spunto per la realizzazione del burro vegetale; ringrazio Daniela di Giuseppe che mi ha suggerito l’uso del mix aromatico. Last but not least, un bacio a LUI che mi insegna a parole, e con le sue abili mani di panificatore, i segreti dell’arte Bianca.

Vi premetto che le dosi sono per un pandoro di 1 kg. E vi premetto, inoltre, che per la buona riuscita del prodotto è indispensabile avere a disposizione una pasta madre arzilla, rinfrescata per una settimana ogni giorno e 3 volte consecutive poco prima di iniziare l’avventura pandoresca.Usate sempre per i rinfreschi una farina di forza con W>380 che sarà la stessa che userete per il pandoro stesso.

PANDORO VEGANO

foto 1 pandoro

mix aromatico ( da prepararsi un mesetto prima):

  • 400 g di malto di riso
  • bacche di vaniglia bourbon
  • buccia essiccata di agrumi misti( arancia,mandarino,cedro,bergamotto)

Semplicemente, mescolate il tutto in barattolo e mettete in frigo fino a consumo completo.E’ ottimo per qualsiasi tipo di dolce intendiate fare.

Burro vegano (ispirato al burro vegetale di Cinzia Raciti-Alchimie Vegane):

  • 100 g di burro di cacao
  • 100 g di olio di riso
  • 50 g di olio evo
  • 1 cucchiaino di lecitina di soia
  • 60 g di latte di mandorla al naturale

Fate fondere il burro di cacao a bagnomaria e nel frattempo in un boccale alto sciogliete la lecitina negli altri olii e nel latte. Montate con un minipimer e continuate a montare con movimenti dall’alto al basso mentre aggiungete a filo il burro di cacao sciolto. Si formerà una sorta di maionese che porrete in frigo per qualche ora. Trascorse almeno 3-4 h, rimontate ad immersione il composto che solidificherà raggiungendo la medesime consistenza di un burro fatto di latticini. Ponete in frigo in un contenitore quadrato e usate a vostro piacere. E’ ottimo per crostate,biscotti,dolci sfogliati e briosciati nonchè per mantecare risotti et similia.

Biga:

  • 300 g di pasta madre arzilla
  • 20 g di zucchero di canna a velo
  • 1 cucchiaino di lecitina di soia o girasole
  • 60 g di acqua

Sciogliere la lecitina nell’acqua e zucchero e solo successivamente aggiungervi la pasta madre  spezzettata e continuare a sciogliere il composto. Io ho usato la macchina del pane funzione impasti. Lasciar lievitare 1 h a temperatura media (27-28 °C).

Primo Impasto:

  • biga
  • 150 g di farina di forza ( io con W 400)
  • 50 g di zucchero di canna a velo
  • 75 g di pasta madre
  • 30 g di burro veg morbido
  • acqua quanto basta

Nella ciotola della macchina o della vostra impastatrice, inserire gli ingredienti esattamente in quest’ordine prestando attenzione alla dose di acqua: questa dipende da molti fattori quali umidità e tipologia di farina impiegata. Dovrete ottenere un impasto ancora pastelloso e molto idratato, quasi colloso. Non temete sia troppo liquido: non lo sarà.Lasciare lievitare al calduccio e coperto ancora un’ora.

secondo ed ultimo impasto:

  • primo impasto
  • 400 g di farina di forza
  • 150 g di zucchero di canna a velo
  • 1 cucchiaino di lecitina di soia
  • 2 cucchiaini colmi di vaniglia in polvere al naturale
  • 2 cucchiai colmi di mix aromatico
  • 1 pizzico di sale rosa
  • 1 bustina di zafferano
  • 1 cucchiaino colmo di curcuma
  • 140 g di burro veg freddo e ridotto in tocchetti per sfogliare

Nella ciotola della planetaria, sciogliere la lecitina nello zucchero, nel mix aromatico e insieme alla vaniglia ed allo zafferano e curcuma. Aggiungere il primo impasto e a poco a poco la farina. Fate incordare a bassa velocità. Solo ora,aggiungere il sale. Pirlare bene l’impasto e mettere a lievitare 1 ora al caldo (28 °C). Dopo 1 ora, iniziare con le sfogliature.

Stendere l’impasto in un rettangolo non troppo fino.Posizionare sopra il burro veg a fiocchetti e richiudere i 4 angoli del rettangolo verso il centro. Ora, i veri e bravi panificatori e pasticceri,categoria alla quale non mi g utilizzerebbero la classica tecnica della sfogliatura a libro . Io, che vergara e contadina sono e me ne vanto, ho ideato una mia tecnica peculiare e rapida: prima faccio velocemente delle pieghe a tre non badando ad eventuali tentativi di fuga del burro dall’impasto,dopodichè arrotolo il tutto formando una palla! Si impastando proprio.Avete capito bene.

Con la tecnica vergara-style, ho notato che la sfogliatura è più sottile e meno netta e meno “presente” in bocca . Insomma,a me ME PIACE 😉 .

Fatto il primo giro di pieghe e reimpasto sfogliatore, mettete in frigo per almeno un’ora. Ripetere la sfogliatura 3 o più volte .

Dopo 3 sfogliature ( o più), pirliamo bene l’impasto e adagiamo la palla ben chiusa in uno stampo apposito ben imburrato. Dovrà lievitare tra le 5 e le 10 h. Non posso darvi un tempo preciso perchè dipende dalla temperatura ambientale. A me una volta son state necessarie 12 h, la seconda volta 6.

Cuocere in forno già caldo a 150 °C per 70 minuti circa nel ripiano più basso.

Una volta cotto,estrarlo dopo 5 minuti dallo stampo e lasciarlo riposare su una gratella per un giorno intero.

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Consigli: cospargetelo al momento del servizio con zucchero di canna a velo fatto in casa e accompagnatelo con una bella crema pasticcera vegana calda o una tazza di cioccolata calda. Per i grandi, non male l’abbinamento con una salsa dolce al Grand Marnier o al Brandy o…un flute di bollicine italiane.

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BUONE FESTE!

Biscotti senza glutine alle nocciole

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Ingredienti:

per una decina di biscotti:

150g di farina di riso

50g di burro di arachidi

75g di zucchero di canna grezzo

100ml di latte di riso

un cucchiaino colmo di cremor tartaro

un pizzico di sale

nocciole per guarnire

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Procedimento:

Unire in una ciotola tutti gli ingredienti tranne le nocciole e il cremor tartaro. Mischiare accuratamente assicurandosi di incorporare bene il burro di arachidi. Unire poi il cremor tartaro e mischiare bene senza perdere troppo tempo. Foderare una teglia con un foglio di carta forno e colare l’ impasto con l’ aiuto di  un cucchiaio cercando di dare una forma dignitosa. Guarnire con qualche nocciola spezzettata e infornare (forno preriscaldato) a 150° per una ventina di minuti.

 

Purè di patate

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Ingredienti:

patate

olio evo

panna di riso

noce moscata

sale

pepe

Procedimento:

Lessare le patate scolare e schiacciare con cura. Mettere le patate in un tegame salare e aggiungere la panna di riso, l’ olio e la noce moscata assaggiando in corso d’ opera in base ai propri gusti. Cuocere brevemente per due o tre minuti.

P.S. Per i palati più raffinati al posto dell’ olio evo si può usare del burro di arachidi.

 

 

 

QUICHE SPIRALE

20150620_160846Dopo tempo immemore,torno nella mia cucina virtuale. Di cose ne son successe tante,di acqua sotto i ponti ne è passata a ondate… di cui una anomala,imprevista che mi ha lasciata ,per un attimo lungo un’infinità, senza fiato. La vita che giorno dopo giorno sembra ripetersi uguale come se fosse costruita di piccoli tasselli con la stessa forma e gli stessi colori, la giornata farcita di soliti déjà vu che tu ti affretti di concludere al più presto per avere almeno il sollievo e l’evasione del sogno ( se mai questo ti fa visita nel sonno,cosa per me rara)…ecco, tutto questo ERA  fino ad Agosto. Poi la routine si frantuma come cristallo sotto i piedi. E te barcolli perchè stai per perdere il tuo baricentro di quotidianità piatta ma sicura. Il primo grande terremoto della mia Vita si è fatto sentire. Eccome! E come quando la terra borbotta e si scrolla coi terremoti veri che colgono sempre,ahimè , di sorpresa, così anche lo sconquassamento agostano mi ha destabilizzata e trovata impreparata. Ma, capiamoci subito e bene, si tratta di quella faglia sotto il tuo percorso di esistenza grama e grigia che tutti attendono e bramano.Parlo di quella Cosa che cambia il tuo cammino per sempre. Ti si affianca al tuo sentiero quello di un Altro Essere. Iniziano gli incroci e le deviazioni,perdi la tua bussola interna. Ti sconvolge . Ma anche ti rigenera come la brezza marina pungente . Ti scardina il cuore,forzandolo con mano di velluto. Districa con maestria i rovi che lo hanno cinto e protetto per lungo tempo. Come un serpente,divincolandosi tra le mie paure, si è intrufolato dentro. Ed io non ho opposto resistenza perchè non HO VOLUTO. Ed una volta dentro, ha iniziato subito a colorare le pareti del cuore,a ingentilirlo con rose rosse, a spazzare via la polverosa mole di tristezza e ansia che lo abitavano da sempre. Ho un NUOVO INQUILINO dentro al cuore. Ci si è accasato con forza e testardaggine. Io lo accolgo col sorriso sulle labbra e le guance rigate di lacrime. Finalmente. Ora chiudo a chiave la porta del mio Cuore. A doppia mandata. Lui dentro con me. Il mondo fuori.

Ora vi lascio una deliziosa torta salata da sfoggiare nelle occasioni più formali o ad una festa. E’ divenuta il mio cavallo di battaglia salato. Perchè a spirale? Perchè è trendy e poi… è immagina concreta e masticabile della mia testa ora: una spirale ipnotizzante!

  QUICHE  SPIRALE

Per la brisée:

  • 200 g di farina metà 0 metà T2
  • 70 g di olio di germe di mais o di riso
  • 50 ml di acqua fredda
  • sale marino qb
  • 1 pizzico di bicarbonato

Pastella interna:

  • 50 g di farina 0
  • 2 cc di fecola
  • 250 ml di latte veg a scelta non dolcificato
  • 100 ml di panna da cucina veg ( io di mandorla o di riso,molto dense)

ripieno aggiuntivo a scelta:

verdure tagliate per il lungo,cubetti di formaggio vegetale, dadini di tofu o seitan affumicato,erba cipollina,piselli scottati e chi ne ha più ne metta.

Preparare la brisèe semplicemente mescolando le farine setacciate con il sale,il bicarbonato e aggiungendo i liquidi freddi a filo.Impastare brevemente x non surriscaldare e porre la palla ottenuta in frigo o nel freezer.

In una ciotola mescolare gli ingredienti per la pastella evitando la formazione di grumi e in conclusione inserire il ripieno scelto e freddo.Aromatizzare a piacere.

Riprendere la brisée dal frigo e aiutandosi con un velo di farina,stenderla velocemente e rivestirvi una stampo a cerniera di 22 cm di diametro , già oleato e infarinato.Inserirvi il ripieno impastellato e cuocere in forno a 180 °C per 40 minuti. Servire fredda o tiepida.

 

ZUCCHINI CAROB BREAD

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E’ trascorso parecchio tempo dalla mia ultima pubblicazione. Se vi state chiedendo il motivo, vi blocco subito il pensiero inopportuno perchè una vera e seria spiegazione non c’è. O forse ce ne sono di così tante che elencarle ed argomentarle tutte sarebbe complicato e troppo, davvero troppo per questi caldi giorni di graticola. Tempus fugit. Ed il mio ultimamente corre infrangendo la barriera del suono tra impegni lavorativi ed accademici, amiche girovaghe che ti fanno sorprese inaspettate , personaggi facebookiani che conosci di persona e con cui spendi piacevolmente ore e giorni dialogando come se ci fosse alle spalle una conoscenza lunga e approfondita.

E proprio a questa mia nuova amica in carne ed ossa dedico la ricetta del post, essendo stata ideata per lei e per la sua famigliola! Guardare negli occhi chi prima vedevi solo in figurine colorate e scoprire di trascinarsi dietro le stesse cicatrici e gli stessi tatuaggi di una adolescenza simile di sbagli e torture autoinflitte, rimane ancora per me qualcosa di strabiliante e a tratti magico. E mi aiuta a dare quella parvenza di concretezza e realtà ad un mondo che altrimenti sarebbe solo pixels , immagini ed emoticons.

Cristina, eccoti la ricetta che tanto desideravi. Qui la propongo in veste di plumcake ma credo sia migliore in versione brownies e con aggiunta di una generosa manciata di noci pecan per un accativante effetto crunchy.

ZUCCHINI CAROB BREAD

( plumcake zucchine e carruba)

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Ingredienti:

  • 200 g di farina T2
  • 50 g di carruba o cacao amaro in polvere
  • 1 cucchiaino di lievito per dolci bio
  • 1 cucchiaino di bicarbonato
  • 1/4 di cucchiaino di cannella
  • 1 cucchiaino di vaniglia in polvere
  • 20 g di aceto di mele
  • 185 g di zucchero mascobado o demerara
  • 50 ml di olio di germe di mais
  • 4 zucchine ( circa 500 g )
  • 50 g di cioccolato in scaglie
  • 100 ml di acqua

Preparazione:

Nel mixer frullare le zucchine con l’olio,l’acqua e l’aceto. In una ciotola mettere tutti gli ingredienti secchi già setacciati. Aggiungere il frullato di zucchine ai secchi e mescolare per amalgamare. Alla fine, inserire nell’impasto il cioccolato o in alternativa delle noci pecan o normali. Mettere l’impasto pronto in una tortiera o in uno stampo da plumcake e cuocere a 180 °C per 45 minuti, effettuando sul finire la prova cottura ed eventualmente prolungare.

Il dolce rimane molto morbido con crosta croccante e adatto ad essere servito con una bella dose di gelato vegan alla vaniglia e frutti rossi come lamponi!! Provare,provare!!!

 

LATTE BRASILIANO

DSCN1537E’ passato del tempo dalla mia ultima pubblicazione. Tempus fugit. Così si dice, ed è vero. Tempo speso tra mille attività,pensieri,paturnie,risate e racconti. Tempo di esperimenti: non mangerecci, ma umani. Ci sono esseri umani, come canta qualcuno, che veramente non hanno la minima idea di quale grave responsabilità porti con sè quell’aggettivo. Cosa vuol dire essere umani se non essere empatico con il prossimo, socievole,rispettoso dell’altrui libertà di pensiero ed azione, e rispettoso sopratutto della diversità di carattere ed opinioni? Cercare l’altro non dovrebbe implicare solo bramarne la fisicità, ma pizzicarne le corde del dentro in modo tale da comporre una melodia che leghi le persone. Il difficile sta nel far combinare il perfetto musicista con la sua propria chitarra!

Poi , quando t’inoltri in un sentiero buio di rassegnazione, incontri persone totalmente nuove e rinnovate dal profondo che ti  ridonano l’illusione che, in fondo, la possibilità di redenzione c’è per tutti.

Ecco, queste sono le tediose conclusioni cui sono giunta finora. Ma l’estate, che come si sa, è tempo proprizio per esperimenti e prove di socialità…è appena alle porte ERGO… ne avrò tante da raccontarne. Almeno farò in modo sia così.

Ora per risollevare un po’ le sorti del post che sta diventando anche troppo “filosofico” per i miei gusti…cavalcando l’onda della mia attuale saudade brasiliana…vi appioppo la ricetta di un latte CREMOSO,VELLUTATO e straricco di nutrienti preziosi. Perchè brasiliano? Ma chiaro: è una bella mungitura di noci del brasile!

Le noci del Brasile sono i frutti della Bertholletia excelsa, un vero monumento della natura, un grande albero che cresce spontaneamente nella foresta: è alto anche 50 metri, vive per più di 300 anni, non si può coltivare in altre zone per la mancanza degli insetti impollinatori e viene disseminato da un unico roditore, l’agouti, che riesce ad aprire le capsule legnose contenenti le 15-20 vere e proprie “noci”.

Cresce soprattutto nelle zone amazzoniche di Brasile, Perù e Bolivia. Questa pianta viene definita eco-sostenibile perchè l’albero deve la sua esistenza alla sopravvivenza del bosco amazzonico. Infatti produce il frutto soltanto se non rimane isolato dal bosco; se ciò accade cessa di produrre, secca e muore. E’ indispensabile che la foresta continui a esistere per quest’albero(anche per l’ambiente e tutti noi) gli alberi delle Noci Amazzoniche sono minacciati sempre più dall’apertura di aree pascolive per l’allevamento di bovini, dalla trasformazione del territorio per incremento dell’agricoltura, dalla bassa rinnovazione della pianta fuori dall’ ecosistema del bosco amazzonico primario.

Le noci del Brasile sono delle vere bombe proteiche e preziose fonti di energia.  Sono apprezzate, come altri semi oleosi, per l’elevato contenuto di vitamina E e di acidi grassi polinsaturi, ma si distinguono soprattutto per l’altissimo contenuto di selenio.
Per comprendere appieno l’importante contributo che questi semi danno al nostro organismo basta pensare che gli esperti raccomandano un’assunzione giornaliera di selenio pari a 200 microgrammi, ovvero la quantità contenuta in appena 2 noci del Brasile.
Questo minerale è un potentissimo antiossidante e combatte i radicali liberi, causa dell’invecchiamento oltre che di diverse patologie. Ha inoltre effetti antitumorali,  antivirali e immunostimolanti. Le popolazioni amazzoniche se ne cibano da sempre.Le noci del Brasile sono delle vere bombe proteiche e preziose fonti di energia.

Sono apprezzate per l’elevato contenuto di vitamina E e di acidi grassi polinsaturi ma, a distinguerle dagli altri semi oleosi (altrettanto ricchi di sostanze nutritive), c’è soprattutto l’altissimo contenuto di selenio.
Per comprendere appieno l’importante contributo che questi semi danno al nostro organismo basta pensare che gli esperti raccomandano un’assunzione giornaliera di selenio pari a 200 microgrammi, ovvero la quantità contenuta in appena 2 noci del Brasile.

( fonte:Ambientebio)

LATTE BRASILIANO CRUDO

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  • 200 g di noci del Brasile faitrade
  • 1 lt di acqua a basso residuo fisso
  • sale q.b a piacere
  • vaniglia a piacere
  • agave q.b ( se lo si vuole dolce)

Far ammollare una notte le noci. Il giorno seguente,una volta scolate, frullarle con l’acqua e gli altri ingredienti scelti . Consiglio di usare un frullatore potente in modo da ridurre bene in poltiglia la massa delle noci.Versare il latte candido in una caraffa filtrandolo con un colino a maglia fitta rivestito da una garza da alimenti.Conservare in frigo ma consumare entro 4 giorni.

Io lo uso per rendere cremosi frullati,per mantecare risotti o sorgotti, per impreziosire torte o altri dessert. Ed anche come base per un gelato fatto in casa non lo vedo male affatto!

Con l’okara, ovvero la poltiglia di scarto, le possibilità di re-impiego sono infinite: biscotti crudisti e non, torte raw e non, per arricchire paste magari rifrullandola con delle verdure, come parte grassa di un dressing , secca come base di un grana veg…insomma…innumerevoli.

E vai di baffoni bianchi!!!!

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