Archivi categoria: piccola pasticceria

MUFFINS FRAGOMELA sugarfree

DSCN1319Finalmente ci siamo!Le fragole, frutto primaverile per eccellenza, hanno iniziato ad inondare i banconi dell’ortofrutta e infilarsi in ogni piatto dolce o salato che sia. Preparatevi perchè il rosso fragola colorerà da qui innanzi parecchie ideuzze , non solo dolci, di noi 2 golosastre in verde. Vogliamo scoprire qualcosa in più su questo splendido rubino da prendere a morsi?

La fragola è nata in Francia ed ha origini molto antiche: la prima varietà coltivata risale agli inizi del Settecento. Appartiene alla famiglia delle Rosacee e il genere comprende circa 12 specie di cui solo due crescono spontanee in Italia. Il suo nome scientifico è Fragraria e deriva dal vocabolo latino fragrans (fragrante), proprio in virtù dell’aroma intenso sprigionato dai suoi frutti, soprattutto quelli che crescono spontanei nei boschi. Sapevate voi che le fragole sono in realtà un frutto aggregato? Ebbene, il vero frutto della piantina sono i semini posti sulla superficie della fragola stessa che altro non è se non un “ricettacolo naturale” di fruttini, chiamati Acheni.

Le fragole sono preziose per la  bellezza perché sono fatte al 90% di acqua; per questo idratano le cellule dell’organismo senza appesantirlo con troppe calorie. Le fragole sono anche ricche di enzimi capaci di attivare il metabolismo dei grassi aiutando il corpo a dimagrire con meno fatica. Sono anche ricche di fibre che aumentano il senso di sazietà, regolarizzano l’intestino e fanno assorbire meno grassi e meno zuccheri.E’  anche ricchissima di calcio, ferro e magnesio ed è consigliata a chi soffre di reumatismi e malattie da raffreddamento. Inoltre è particolarmente indicata per combattere il colesterolo: a tale proposito, l’Università di Davis in California sta cercando volontari per testare gli effetti benefici di una dieta regolare a base di questo goloso frutto sulle malattie cardiovascolari, infiammatorie e sul colesterolo e trigliceridi. L’acido salicilico in esse contenuto, oltre a risultare efficace contro la gotta, aiuta a mantenere sotto controllo la pressione e la fluidità del sangue. La fragola ha anche un alto contenuto di fosforo ed è utilizzata per le proprietà lassative, diuretiche e depurative. Le fragole sono anche buone fonti di acido ellagico, che è un efficace anticancro. Sono anche rinfrescanti, diuretiche, depurative e disintossicanti. Contengono infine lo xilitolo, una sostanza dolce che previene la formazione della placca dentale e uccide i germi responsabili di un alito cattivo.

Quindi riassumendo:

Le fragole sono antirughe e anticellulite…

Il contenuto di vitamina C delle fragole ( cinque fragole contengono una quantità di vitamina C pari a quella di un’arancia) favorisce l’assorbimento del ferro, utile per la formazione dei globuli rossi e per i muscoli, e la produzione di collagene, una proteina che previene le rughe e rafforza i capillari riducendo ritenzione idrica e cellulite.
Questa azione antiritenzione viene potenziata dal potassio, un minerale di cui le fragole sono ricche.

sbiancano i denti e rinfrescano l’alito..
...sono antiossidanti e mantengono giovani

Le fragole sono state inserite tra i super cibi che “mantengono giovani” nella speciale classifica ORAC (Oxygen Radical Absorbance Capacity) stilata dall’USDA (il dipartimento dell’agricoltura statunitense), per il contenuto record in sostanze antiossidanti benefiche per la salute.

…fanno bene al cervello

Alcune ricerche hanno dimostrato che, grazie al loro contenuto di acido folico, le fragole sono utili per il mantenimento della memoria.

Ora che abbiamo appurato che le fragole sono un portento di madre Natura…non ci rimane che mangiarle. Facciamoci 2 muffins , veloci, sani perchè senza zucchero e take away…adattissimi cioè per un picnic o una merenda in giardino durante una delle prime abbuffate di sole!

 MUFFINS FRAGOLE E MELA SENZA ZUCCHERO

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  • 200 g di farina tipo 0 o 2;
  • 1 cc di lievito bio
  • 1 cc di bicarbonato
  • 1 cc e 1/2 di aceto di mele
  • 80 g di agave
  • 50 g di olio di girasole estratto a freddo
  • 1 mela (metà da frullare e metà a cubettini)
  • 2 banane medie mature
  • 12 fragole
  • 1 cc di spezie cinesi (cannella,cardamomo,anice stellato,buccia di mandarino)

Frullare metà mela, le banane,l’agave ,l’olio e l’aceto e mettere da parte. Miscelare tutti i secchi in una ciotola e gradatamente aggiungere il frullatone preparato in precedenza mescolando bene. Solo all’ultimo, aggiungere al composto la mezza mela tagliata a dadini e le fragole anch’esse tagliuzzate.Dividere l’impasto nei pirottini da muffins aiutandosi con un dosatore per gelato e cuocere in forno già caldo a 170° C per 25-30 minuti.

DSCN1323Io consiglio di servirli con una bella spremutona di arance rosse tardive o con un bicchierone di milkshake … mandorla-fragola…tanto per rimanere sul ton sur ton !!!

“Maccarò”

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Ingredienti:

125g di farina di mandorle

120g di acqua di ceci(acqua di conservazione de i ceci in barattolo)

180g di zucchero a velo

20g di amido di mais

30g di zucchero semolato

colorante alimentare in polvere

 

Procedimento:

Unire in una ciotola la farina di mandorle, lo zucchero a velo e una punta di colorante a piacere. Montare l’ acqua di ceci con l’ amido di mais e metà zucchero semolato, quando comincia ad indurirsi, aggiungere il restante zucchero e continuare a montare finchè non diventa una bella neve soda e ferma. Aggiungere poco alla volta la neve alla farina e zucchero, mescolando molto bene e lentamente. Trasferire il composto in una sac a poche. Rivestire delle teglie con carta forno. Formare dei dischi il più regolari possibili, sia in dimensioni che in quantità e lasciar riposare in frigo per almeno mezz’ ora. Infornare a 100° per 40 minuti e poi lasciar raffreddare i dischi. Preparare il ripieno di fondente, con 100g di cioccolato fondente, 25g di latte di riso e 3 cucchiai rasi di cacao amaro. Lasciar sciogliere a bagnomaria, mescolando spesso. Lasciar leggermente raffreddare e farcire i biscotti.

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Questa è, diciamo, una variante dei macarons. Una via di mezzo tra i classici biscottini francesi e le meringhe. Si possono variare sia i colori dei biscotti che i ripieni. In mancanza del cioccolato fondente si possono usare diversi tipo di confetture o creme.

 

 

Minitwix

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Ingredienti:

biscotti digestive

dulce de leche

cioccolato fondente

Procedimento:

con l’ aiuto di un coltellino seghettato ricavare delle strisce dai biscotti(vanno benissimo anche nella versione originale tonda) , spalmare sopra un bello strato di dulce de leche e mettere in freezer x una decina di minuti. Nel frattempo sciogliere il cioccolato fondente a bagnomaria. Tirare fuori i biscotti dal freezer e tuffarli nella cioccolata sciolta. Adagiare su carta forno e rimettere in freezer per cinque minuti. Tirare fuori i biscotti ricoperti e lasciar finire di indurire la cioccolata a temperatura ambiente.

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Mimose al limone

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Ingredienti:

Per i biscotti:

125g di farina

30g zucchero a velo

25g olio di semi

25g acqua fredda

una bustina di vanillina

scorza grattata di un limone

 

per la glassa:

succo di mezzo limone

zucchero a velo

una punta di curcuma

Procedimento:

Mescolare tutti gli ingredienti ed impastare accuratamente. Formare delle  piccole palline, cercando di farle abbastanza regolari e uniformi. Mettere poi  su una teglia, rivestita in carta forno, distanziando le palline una dall’ altra. Infornare a 150° per 20 minuti. Una volta cotte, lasciar raffreddare e preparare la glassa. Spremere il limone e filtrate il succo. Unire lo zucchero a velo setacciato e mescolare velocemente fino a ottenere una crema liscia non troppo densa e aggiungere una punta di curcuma (giusto per dare un leggero colore giallo) ma senza esagerare  per evitare uno sgradevole retrogusto. Immergere i biscottini nella glassa e lasciar asciugare su un foglio di carta forno.

 

 

BOSTRENGO DEI NONNI

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“Piov e neng, tutt l’vecchie fann el bostreng “
Continuano i miei scavi archeogastronomici marchigiani. E questa volta ad essere riesumato da una qualsiasi credenza polverosa di una qualsiasi nonnina  della mia regione è un dolce, anzi…pardon…IL DOLCE .

Detto anche fristingo, frostengo, pistingo, bostrengo è uno dei pochi dolci che hanno un numero così elevato di nomi a seconda della provincia. È un dolce diffuso in gran parte delle Marche. Nato come piatto povero, la frutta secca costava poco e recuperava il pane raffermo, è oggi al contrario abbastanza costoso. Vanta un vasto repertorio di ingredienti che varia in ogni ricetta, ne esisterebbero addirittura 22 varianti, noci, mandorle, fichi secchi, talvolta farina di mais, pane raffermo, cedro candito, succo d’arancia, scorza di limone, uva sultanina, olio d’oliva, cannella, rhum, cacao, caffè, vino bianco secco e mosto cotto. Si presenta di 5 centimetri di altezza e non tanto lungo tanto da sembrare un pezzo di dolce o un torrone un po’ alto.E’ un tipico dolce da credenza,appunto, compatto e tendente all’essicazione diciamo naturale ma adattissimo ad essere ammorbidito se pucciato in una tazzona di latte ( veg,ovviamente!) fumante: s’imbibisce perfettamente tanto da scoppiarti in bocca con i suoi mille gusti e sapori. Ed ora qualche cenno storico che non guasta mai:
Le origini del frustingo risalgono addirittura al sec. XIII e si riporta che nelle Marche esisterebbero addirittura 22 modi diversi di preparare questo straordinario dolce molto calorico, ma gustoso. Nato come piatto povero realizzato utilizzando frutta secca, un tempo poco costosa perché abbondante in campagna, e altri ingredienti che avanzavano (farina, pane raffermo), il fristingo è oggi uno dei dolci più costosi proprio per l’elevato costo dei singoli ingredienti. Lo zucchero nelle ricette originarie era presente in quantità minime proprio perché costoso.
Il nome deriva dal termine latino “frustum” che significa “pezzetto, tozzo”, perché in effetti si presenta di 5 centimetri di altezza. Si trova significato di “frustum”, anche “povero”. Anche detto Fristingo, frustingo (Ascoli), frostengo (Macerata), pistingo (basso maceratese), bostrengo (nel Montefeltro e pesarese), frustingolo.
Ed ora vi svelo il proverbio:”Piov e neng, tutt l’vecchie fann el bostreng “, cioè: piove e fà la neve, tutte le vecchie fanno il bostrengo. Significa che si tratta di un dolce per le occasioni eccezionali, così come è eccezionale veder piovere e nevicare contemporaneamente.
Bene, avete capito che ci troviamo di fronte ad una delle pietre miliari dell’antica cucina marchigiana perciò…con fare serio ed ossequioso ci accingiamo a vederne la preparazione.
                                                      IL BOSTRENGO
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  • 400 g di farina
  • 200 g di farina di mais fioretto
  • 1 panino raffermo bollito in acqua (io 200 g di pane integrale homemade raffermo)
  • 100 g di riso lessato
  • 100 g di uvetta ( io mirtilli secchi)
  • 100 g di fichi secchi tagliati in piccolissimi pezzetti
  • 100 g di noci tritate a coltello
  • buccia grattata di un’arancia ( io 35 g di cacao )
  • 1 mela tagliata a fettine
  • 150/200 g di zucchero ( io di canna )
  • 1 bicchiere di mosto cotto o sapa o malto o agave (circa 200 ml)
  • 1 bicchiere e 1/2 di latte di avena ( o riso)

Frullare il pane bollito e freddato con il mosto,lo zucchero e il latte. Mescolare poi semplicemente tutti gli ingredienti e porre in una teglia dai bordi bassi unta.Cuocere in forno un’ora a 200°C. Tolto dal forno, va fatto freddare completamente e poi tagliato a losanghe o spolverato di zucchero a velo.

Insomma…ma vi siete accorti che gli anglosassoni pure questa ci hanno copiato? Questo dolcione infatti è , a mio avviso ed in qualità di sovraintendente agli scavi, l’antenato degli attuali brownies. Che ne pensate? Non è così? Diamine, ci scopiazzano sempre tutto ‘sti ammerigani…

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LE MELINE

DSCN1087Non sono una maestra dell’arte bianca, ovvero della pasticceria, ma è la materia che più mi affascina, mi ha affascinata da piccola quando ho iniziato a pasticciare e sfornare pesanti mattoni gialli che costringevo tutti a mangiare, pena durevoli musi lunghi sfianca-mamme.E sicuramente chi mi ha trasmesso questa innata propensione per il dolce, la precisione ed il rigore nel confezionare biscotti e via dicendo è stata mia nonna paterna,la Omi, come la chiamavo e la chiamo tuttora. Apparentemente granitica e rigorosa,saldamente attaccata alle sue rigide regole, in realtà partecipe alle gioie e anche alle ansie della mia famiglia seppur lontana km e km . Solo le nonne sanno, quando non parli, solo le nonne,riescono a allineare i battiti del loro cuore a quello dei nipoti, solo le nonne insegnano anche quando sgridano,solo le nonne ridono quando piangi e piangono quando ridi. Solo le nonne  creano fantastici ciambelloni che le nipoti non riescono nemmeno a replicare nei sogni. Solo le nonne sono il giorno di ieri con gli occhi amanti del Domani. Solo le nonne.

In queste tortine, da un boccone e via,  si uniscono i 3 elementi che per me ricorderanno sempre la Omi: mele,cannella,vaniglia. ed intanto la saluto,assaporandone una a piccoli pezzi..e ben seduta sulla sedia! 😉

                                                    TORTINE MELINE

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  • 200 g di farina di farro;
  • 100 g di zucchero di canna;
  • 1 cc di bicarbonato;
  • 1 cc di lievito;
  • 1 Cucchiaio di aceto di mele;
  • 1 cc di vaniglia del Madagascar in polvere;
  • 1/2 cc di cannella;
  • 65 g di olio di  girasole estratto a freddo;
  • 120 ml di sciroppo di lavanda ( sostituibile con latte di mandorla/avena o succo di mela);
  • 130 ml di acqua;
  • 1 mela;
  • granola o riso/farro soffiato/o muesli per la guarnizione.

Come al solito: mescolare in una terrina le polveri tra loro e in un’altra i liquidi.Unire i 2 e mescolare con una frusta a mano.Aggiungere la mela tagliata sottile e versare in uno stampo da muffins rivestito da pirottini che andranno riempiti per 3/4.Guarnire a piacere. Io nello specifico ho usato la mia granola che ha conferito un guscio croccante e vivace al cappello della tortina.Infornare a 175 °C per circa 25 minuti in forno statico.Lasciar freddare completamente su una griglia prima di pucciarli in una bella fumante tazzona di thé o in una profumata tisana all’anice stellato.

tortine vega

BROWNIES MISAKI

brownies vegaE’ proprio vero… quando cucini per qualcuno cui tieni molto, quell’amore lo materializzi e fa da cemento invisibile a farina , zucchero e cacao. Quando prepari un piatto tenendo in una mano gli ingredienti e nell’altra il Cuore, non puoi fallire. L’energia positiva che ti unisce a quella persona ed il Bene si gonfiano con la torta, fino ad esplodere. Ed il tutto lo si ritrova nei sapori che diventano caldi,suadenti . Si può comunicare affetto anche senza parlare, ma agendo. Sarà per questo che questi miei piccoli quadratini son davvero riusciti perfetti:compatti,dolci,croccanti e soffici. Esattamente come a Colei cui son dedicati. In ogni morso, la si ricorda, per me che la conosco. E mentre lei mi regala orecchini giapponesi , Io le faccio dono di una grande e cioccolatosa tessera di mosaico…ed aggiungo così un altro pezzo al puzzle della nostra amicizia…

                                                              BROWNIES MISAKI

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con un bicchiere di latte caldo sono il massimo!!!

  • 300 g di farina di farro integrale;
  • 8 g di lievito cremor tartaro;
  • 1 cc di bicarbonato;
  • 2 cc di aceto di mele;
  • 220 g di zucchero di cocco (per la nota caramellata persistente che ritorna sul finale…sennò zucchero di canna);
  • 1 cc di aroma mandorla bio;
  • 65 g di arachidi;
  • 2 pere conference piccole;
  • 100 g di cioccolato fondente;
  • 40 g di farina di castagne;
  • 220 ml di latte di avena;
  • 160 ml di olio di girasole.

Solito metodo: miscelare tra loro le polveri e fondere in un pentolino cioccolato,latte,olio e zucchero.Versare poi il composto cioccolatoso sulle polveri,aggiungere l’aceto e mescolare vigorosamente.Per ultimo unire le pere cubettate finemente e le arachidi tritate grossolanamente. Porre il composto in una teglia quadrata e cuocere a 175°C per 50 minuti.Lasciar freddare e tagliare a cubotti.

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Perfetti è dir poco!

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