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LATTE BRASILIANO

DSCN1537E’ passato del tempo dalla mia ultima pubblicazione. Tempus fugit. Così si dice, ed è vero. Tempo speso tra mille attività,pensieri,paturnie,risate e racconti. Tempo di esperimenti: non mangerecci, ma umani. Ci sono esseri umani, come canta qualcuno, che veramente non hanno la minima idea di quale grave responsabilità porti con sè quell’aggettivo. Cosa vuol dire essere umani se non essere empatico con il prossimo, socievole,rispettoso dell’altrui libertà di pensiero ed azione, e rispettoso sopratutto della diversità di carattere ed opinioni? Cercare l’altro non dovrebbe implicare solo bramarne la fisicità, ma pizzicarne le corde del dentro in modo tale da comporre una melodia che leghi le persone. Il difficile sta nel far combinare il perfetto musicista con la sua propria chitarra!

Poi , quando t’inoltri in un sentiero buio di rassegnazione, incontri persone totalmente nuove e rinnovate dal profondo che ti  ridonano l’illusione che, in fondo, la possibilità di redenzione c’è per tutti.

Ecco, queste sono le tediose conclusioni cui sono giunta finora. Ma l’estate, che come si sa, è tempo proprizio per esperimenti e prove di socialità…è appena alle porte ERGO… ne avrò tante da raccontarne. Almeno farò in modo sia così.

Ora per risollevare un po’ le sorti del post che sta diventando anche troppo “filosofico” per i miei gusti…cavalcando l’onda della mia attuale saudade brasiliana…vi appioppo la ricetta di un latte CREMOSO,VELLUTATO e straricco di nutrienti preziosi. Perchè brasiliano? Ma chiaro: è una bella mungitura di noci del brasile!

Le noci del Brasile sono i frutti della Bertholletia excelsa, un vero monumento della natura, un grande albero che cresce spontaneamente nella foresta: è alto anche 50 metri, vive per più di 300 anni, non si può coltivare in altre zone per la mancanza degli insetti impollinatori e viene disseminato da un unico roditore, l’agouti, che riesce ad aprire le capsule legnose contenenti le 15-20 vere e proprie “noci”.

Cresce soprattutto nelle zone amazzoniche di Brasile, Perù e Bolivia. Questa pianta viene definita eco-sostenibile perchè l’albero deve la sua esistenza alla sopravvivenza del bosco amazzonico. Infatti produce il frutto soltanto se non rimane isolato dal bosco; se ciò accade cessa di produrre, secca e muore. E’ indispensabile che la foresta continui a esistere per quest’albero(anche per l’ambiente e tutti noi) gli alberi delle Noci Amazzoniche sono minacciati sempre più dall’apertura di aree pascolive per l’allevamento di bovini, dalla trasformazione del territorio per incremento dell’agricoltura, dalla bassa rinnovazione della pianta fuori dall’ ecosistema del bosco amazzonico primario.

Le noci del Brasile sono delle vere bombe proteiche e preziose fonti di energia.  Sono apprezzate, come altri semi oleosi, per l’elevato contenuto di vitamina E e di acidi grassi polinsaturi, ma si distinguono soprattutto per l’altissimo contenuto di selenio.
Per comprendere appieno l’importante contributo che questi semi danno al nostro organismo basta pensare che gli esperti raccomandano un’assunzione giornaliera di selenio pari a 200 microgrammi, ovvero la quantità contenuta in appena 2 noci del Brasile.
Questo minerale è un potentissimo antiossidante e combatte i radicali liberi, causa dell’invecchiamento oltre che di diverse patologie. Ha inoltre effetti antitumorali,  antivirali e immunostimolanti. Le popolazioni amazzoniche se ne cibano da sempre.Le noci del Brasile sono delle vere bombe proteiche e preziose fonti di energia.

Sono apprezzate per l’elevato contenuto di vitamina E e di acidi grassi polinsaturi ma, a distinguerle dagli altri semi oleosi (altrettanto ricchi di sostanze nutritive), c’è soprattutto l’altissimo contenuto di selenio.
Per comprendere appieno l’importante contributo che questi semi danno al nostro organismo basta pensare che gli esperti raccomandano un’assunzione giornaliera di selenio pari a 200 microgrammi, ovvero la quantità contenuta in appena 2 noci del Brasile.

( fonte:Ambientebio)

LATTE BRASILIANO CRUDO

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  • 200 g di noci del Brasile faitrade
  • 1 lt di acqua a basso residuo fisso
  • sale q.b a piacere
  • vaniglia a piacere
  • agave q.b ( se lo si vuole dolce)

Far ammollare una notte le noci. Il giorno seguente,una volta scolate, frullarle con l’acqua e gli altri ingredienti scelti . Consiglio di usare un frullatore potente in modo da ridurre bene in poltiglia la massa delle noci.Versare il latte candido in una caraffa filtrandolo con un colino a maglia fitta rivestito da una garza da alimenti.Conservare in frigo ma consumare entro 4 giorni.

Io lo uso per rendere cremosi frullati,per mantecare risotti o sorgotti, per impreziosire torte o altri dessert. Ed anche come base per un gelato fatto in casa non lo vedo male affatto!

Con l’okara, ovvero la poltiglia di scarto, le possibilità di re-impiego sono infinite: biscotti crudisti e non, torte raw e non, per arricchire paste magari rifrullandola con delle verdure, come parte grassa di un dressing , secca come base di un grana veg…insomma…innumerevoli.

E vai di baffoni bianchi!!!!

MUFFINS FRAGOMELA sugarfree

DSCN1319Finalmente ci siamo!Le fragole, frutto primaverile per eccellenza, hanno iniziato ad inondare i banconi dell’ortofrutta e infilarsi in ogni piatto dolce o salato che sia. Preparatevi perchè il rosso fragola colorerà da qui innanzi parecchie ideuzze , non solo dolci, di noi 2 golosastre in verde. Vogliamo scoprire qualcosa in più su questo splendido rubino da prendere a morsi?

La fragola è nata in Francia ed ha origini molto antiche: la prima varietà coltivata risale agli inizi del Settecento. Appartiene alla famiglia delle Rosacee e il genere comprende circa 12 specie di cui solo due crescono spontanee in Italia. Il suo nome scientifico è Fragraria e deriva dal vocabolo latino fragrans (fragrante), proprio in virtù dell’aroma intenso sprigionato dai suoi frutti, soprattutto quelli che crescono spontanei nei boschi. Sapevate voi che le fragole sono in realtà un frutto aggregato? Ebbene, il vero frutto della piantina sono i semini posti sulla superficie della fragola stessa che altro non è se non un “ricettacolo naturale” di fruttini, chiamati Acheni.

Le fragole sono preziose per la  bellezza perché sono fatte al 90% di acqua; per questo idratano le cellule dell’organismo senza appesantirlo con troppe calorie. Le fragole sono anche ricche di enzimi capaci di attivare il metabolismo dei grassi aiutando il corpo a dimagrire con meno fatica. Sono anche ricche di fibre che aumentano il senso di sazietà, regolarizzano l’intestino e fanno assorbire meno grassi e meno zuccheri.E’  anche ricchissima di calcio, ferro e magnesio ed è consigliata a chi soffre di reumatismi e malattie da raffreddamento. Inoltre è particolarmente indicata per combattere il colesterolo: a tale proposito, l’Università di Davis in California sta cercando volontari per testare gli effetti benefici di una dieta regolare a base di questo goloso frutto sulle malattie cardiovascolari, infiammatorie e sul colesterolo e trigliceridi. L’acido salicilico in esse contenuto, oltre a risultare efficace contro la gotta, aiuta a mantenere sotto controllo la pressione e la fluidità del sangue. La fragola ha anche un alto contenuto di fosforo ed è utilizzata per le proprietà lassative, diuretiche e depurative. Le fragole sono anche buone fonti di acido ellagico, che è un efficace anticancro. Sono anche rinfrescanti, diuretiche, depurative e disintossicanti. Contengono infine lo xilitolo, una sostanza dolce che previene la formazione della placca dentale e uccide i germi responsabili di un alito cattivo.

Quindi riassumendo:

Le fragole sono antirughe e anticellulite…

Il contenuto di vitamina C delle fragole ( cinque fragole contengono una quantità di vitamina C pari a quella di un’arancia) favorisce l’assorbimento del ferro, utile per la formazione dei globuli rossi e per i muscoli, e la produzione di collagene, una proteina che previene le rughe e rafforza i capillari riducendo ritenzione idrica e cellulite.
Questa azione antiritenzione viene potenziata dal potassio, un minerale di cui le fragole sono ricche.

sbiancano i denti e rinfrescano l’alito..
...sono antiossidanti e mantengono giovani

Le fragole sono state inserite tra i super cibi che “mantengono giovani” nella speciale classifica ORAC (Oxygen Radical Absorbance Capacity) stilata dall’USDA (il dipartimento dell’agricoltura statunitense), per il contenuto record in sostanze antiossidanti benefiche per la salute.

…fanno bene al cervello

Alcune ricerche hanno dimostrato che, grazie al loro contenuto di acido folico, le fragole sono utili per il mantenimento della memoria.

Ora che abbiamo appurato che le fragole sono un portento di madre Natura…non ci rimane che mangiarle. Facciamoci 2 muffins , veloci, sani perchè senza zucchero e take away…adattissimi cioè per un picnic o una merenda in giardino durante una delle prime abbuffate di sole!

 MUFFINS FRAGOLE E MELA SENZA ZUCCHERO

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  • 200 g di farina tipo 0 o 2;
  • 1 cc di lievito bio
  • 1 cc di bicarbonato
  • 1 cc e 1/2 di aceto di mele
  • 80 g di agave
  • 50 g di olio di girasole estratto a freddo
  • 1 mela (metà da frullare e metà a cubettini)
  • 2 banane medie mature
  • 12 fragole
  • 1 cc di spezie cinesi (cannella,cardamomo,anice stellato,buccia di mandarino)

Frullare metà mela, le banane,l’agave ,l’olio e l’aceto e mettere da parte. Miscelare tutti i secchi in una ciotola e gradatamente aggiungere il frullatone preparato in precedenza mescolando bene. Solo all’ultimo, aggiungere al composto la mezza mela tagliata a dadini e le fragole anch’esse tagliuzzate.Dividere l’impasto nei pirottini da muffins aiutandosi con un dosatore per gelato e cuocere in forno già caldo a 170° C per 25-30 minuti.

DSCN1323Io consiglio di servirli con una bella spremutona di arance rosse tardive o con un bicchierone di milkshake … mandorla-fragola…tanto per rimanere sul ton sur ton !!!

MUESLI PISTACIOCCO

20150217_153644Se c’è una cosa, oltre a cucinare, che adoro fare da quando ho iniziato a condividere ricette è inventare nomi! Credo fermamente nel potere della parola, nel peso che queste hanno nel condizionare se vogliamo anche i rapporti umani. Le parole possono far innamorare, possono far piangere e singhiozzare, possono celare le persone o al contrario farle uscire fuori così come sono e far loro cadere maschere opportuniste che indossano. Gioco con le parole così come i bambini fanno con i Lego. Lo faccio da sempre. L’ho fatto quasi sempre per descrivermi e per sviscerarmi. Ho la penna facile ed ora la tastiera veloce. Non ci posso far nulla. Son così. Tolleratemi se vi tedio con lunghi ed inutili incipit, con personali digressioni che ai più magari non interessano.Liberissimi di saltare all’elenco puntato degli ingredienti e passare al cuore del post (ovvero sempre del mangiare si tratta )…ma vi prego fatemi sfogare adesso e qui con le parole…non ho altro modo di farlo.

Premesso ciò, ritorno al gioco del vocabolario che amo fare e che ora riverso nell’invenzione di stupidi nomignoli identificativi delle mie ricette. Tipo il Pistaciocco…non suona carino? Anzichè dire cioccolato-pistacchio e blabla…immaginate di invitare qualcuno a far colazione o merenda con una ciotolona olimpionica straripante latte caldo di riso o avena o di mandorle appena “munto” e buttarci dentro carriolate di PISTACIOCCO…!Già vedo bambini scrocchiare a ritmo tutti insieme e succhiare a tutto fiato il latte cioccolatoso residuale. Ecco…ci risono…strascrivo…vabbè mi fermo qui finchè sono ancora in tempo.

E voi? Dai, facciamo un test: il nome più originale mai dato ad un piatto??? Forza che son curiosa!!!

                                               MUESLI PISTACIOCCO

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  • 320 g di fiocchi d’avena piccoli( per la versione GF = fiocchi di riso/grano saraceno)
  • 55 g di olio di cocco sciolto ( o burro di cacao o burro di cocco fatto in casa)
  • 40 g di cacao amaro
  • 50 g di zucchero di canna dulcita o di cocco
  • 115 g di agave o sciroppo d’acero
  • 1/2 cc di sale
  • 85 g di gocce di cioccolato fondente
  • 100 g di uvetta
  • 100 g di pistacchi senza sale
  • 100 g di amarene secche ( senza anidride solforosa,né olio,né zucchero)

Facilissimo come sempre:sciogliere a fuoco dolce l’olio di cocco e aggiungervi, una volta sciolto, l’agave, lo zucchero e il cacao. In una ciotola mescolare i fiocchi con il sale ed eventuali aromi (cannella,cardamomo,vaniglia) e inserirvi subito la parte liquida. Far assorbire benissimo la miscela al cacao ai fiocchi mescolando benissimo. Stendere il composto sulla leccarda del forno rivestita di cartaforno. Cuocere a 170 °C per 25 minuti circa, con ventola, e mescolando di tanto in tanto. Il muesli deve tostare solamente. Appena tirato fuori aggiungere uvetta, amarene e pistacchi. Lasciar riposare 3 minuti e aggiungervi le gocce di cioccolato.Mescolare facilitando il parziale scioglimento dello stesso. Una volta freddo, spezzettare grossolanamente e riporre in barattoli di vetro.

Impossibile resistere!

Barrette gianduia

vegaland barretteMolte delle idee sulle ricette da provare e sperimentare mi vengono dalle richieste pressoché quotidiane del mio entourage. Io poi mi affanno nello scovare suggerimenti nei più comuni motori di ricerca a immagini che oggi son tanto di tendenza. Qualche giorno fa, mia madre mi chiese qualcosa di sfizioso e diverso per la colazione/merenda.Avevo in mente di riempire i barattoloni di vetro della mia granola tuttigusti ma ho virato nel mentre alla realizzazione invece di queste barrette. Non sono croccanti,giacchè non cotte, ma “chewy” come dicono gli americani e cioè morbide e avviluppanti.Sebbene di origini anglosassoni,con l’accostamento da me combinato tra nocciole del piemonte e cioccolato fondente risultano prepotentemente Italiane nel gusto.Ricordano tantissimo i gianduiotti,piccoli lingottini dorati che erano spesso motivo di rissa tra me e mio fratello in passato. Ora potrei uccidere solo chi si avvicina alla scatola dei datteri…cambiamo tutti per fortuna. Quello che non muta mai, è la golosità .Ed ecco cosa mi ha guidato a fare:

                                                  BARRETTE AL GIANDUIA

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…piccole leccornie per bimbi golosi…

  • 75 g di olio di cocco ( o burro di cacao);
  • 30 g di olio di girasole spremuto a freddo;
  • 165 g di burro di nocciole homemade;
  • 226 g di agave e sciroppo di riso ( 50 % e 50% );
  • 210 g di fiocchi di avena ( per la versione glutenfree di riso o grano saraceno),
  • 170 g di cioccolato fondente in scaglie.

Sciogliere lentamente l’olio di cocco, l’olio di girasole , lo sciroppo, l’agave . Nel mentre tritare a scaglie il cioccolato e mescolarlo ai fiocchi.Far freddare il composto di olii e zuccheri e versarlo poi sui fiocchi. Mescolare bene e riporre in un contenitore quadrato prima in freezer e dopo 15 minuti in frigo.Dopo 2 h, tagliare a rettangoli e incartarli uno ad uno nella cartaforno. Vanno consumati freddi di frigo.

Buona lingottata!!

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