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PASTIERA ORZATA

20150312_174523Ci stiamo rapidamente avvicinando alla Pasqua . Mi sembra ieri che sfornavo panettoni ad personam e cercavo di sfoltire la kilometrica lista di attesa…ed eccoci già arrivati alla festa comandata successiva. Questa volta però ho deciso ,dopo una estenuante riunione di gabinetto con i familiari, di non addentrarmi nella produzione a catena stile Ford della colomba. Non ho tempo, non ho voglia e non desidero avere tentazioni a vista d’occhio. E poi mica Pasqua è solo colomba! Anzi, chi si è inventato questa trovata commerciale dell’uccello mandorlato? Ogni regione ha i suoi manicaretti primaverili originali e legati al territorio e allora  prepariamo quelli e lasciamo alle industrie la noia del confezionamento di dolci tutti uguali e senza storia .

Dietro richiesta della mia amica e collega blogger Betta, ho ripiegato sulla pastiera che sì, ok, non è marchigiana però è uno dei veri simboli della Pasqua come la intendo io:strapiena, traboccante di gusto ma veloce da realizzare e perfetta per la gitarella fuoriporta di Pasquetta. Non vi sto neanche a dire che io l’ho personalizzata dandole un tocco asiatico…tanto oramai sapete della mia idolatria verso le spezie in generale.Vi spiego subito come l’ho preparata senza perdermi in elucubrazioni e giri di parole.Pronte/i?

LA PASTIERA DI ORZO

per la frolla “Montersino”:

  • 250 g di farina di farro bianca
  • 250 g di farina tipo 2
  • 250 g di zucchero di canna
  • 130 g di acqua
  • 70 g olio di germe di mais
  • 70 g di olio evo
  • 12 g di lievito per dolci
  • 2 cucchiaini di scorza di agrumi misti secchi (fatta in casa) oppure vaniglia

per il ripieno:

  • 130 g(pesato da crudo)di orzo mondo cotto in acqua
  • 300 g di zucchero di canna (250 per la crema di tofu e 50 per la crema pasticcera)
  • 2 cucchiaini di polvere di agrumi secca fatta in casa
  • 8 gocce di olio essenziale di arancia dolce
  • 2 cucchiai rasi di fecola di patate
  • 250 g di tofu (sostuibile con tofu burmese) o ricotta di soia o di mandorle
  • 100 di di uvetta o gocce di cioccolato
  • 1 cucchiaino colmo di vaniglia in polvere
  • 1 cucchiaino colmo di cinque spezie cinesi(liquirizia,polvere di mandarino,cannella,anice stellata,chiodi di garofano)
  • 30 g di olio di cocco vergine
  • 500 ml di latte di mandorla non dolcificato o latte di riso o avena

Per la frolla: miscelare le polveri tra loro e a parte i liquidi.Unire e impastare fino a formare una palla da mettere a rassodare in freezer ( in questo modo raggiungerà la consistenza di una frolla al burro).

Per il ripieno bisogna procedere a steps:

  1. crema pasticcera veloce:sciogliere a freddo in un pentolino la fecola con 50 g di zucchero, una scorza di limone e 250 ml di latte vegetale.Una volta sciolti eventuali grumi,portare sul fuoco e sempre mescolando far addensare bene. Il composto risulterà molto più corposo di una normale crema.
  2. Crema di orzo: ricuocere l’orzo già lessato con il latte restante, l’olio di cocco, la cannella, le spezie cinesi, la vaniglia, la polvere di agrumi e l’olio essenziale.Far cuocere 15 minuti e poi spegnere e lasciar freddare.
  3. Crema di tofu: mixare il tofu con 250 di zucchero fino ad avere un composto gonfio e liscio.

Riprendere la frolla dal freezer, tagliarne i 2/3 e rivestirvi una teglia da pastiera di 28 cm di diametro.In una terrina, mescolare la crema di orzo fredda, la pasticcera e la crema di tofu aggiungendovi uvetta o cioccolato e se troppo densa un goccio di latte vegetale. La  farcitura dovrà rimanere solida e non essere troppo liquida. Farcire il guscio di frolla con tutto il ripieno. Rivestire con le classiche strisce incrociate e cuocere in forno per 45 minuti a 180 °C.

Far freddare un giorno prima di consumarla in modo da permettere la perfetta simbiosi dei sapori.

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P.S: questa è l’unica ricetta in cui ho usato soia.Ma vi consiglio di provare con la ricotta di mandorle.

LA PERFETTA SACHER

DSCN1248Scrivo questo post un po’ in fretta e furia, insomma non proprio nel mio stile ma devo accontentare le amiche e gli amici dei social che affettuosamente me la chiedono dopo averla intravista nella mia pagina. Si tratta della torta al cioccolato più famosa,copiata,reinventata al mondo: la Sacher. Nella sua versione originale è un dolce pesante, sia nella composizione che nella consistenza:carica all’inverosimile di uova,burro e panna ( la ricetta brevettata prevede 18 albumi e 14 tuorli)…un macigno cioccolatoso ammazzafegato. In questa sua variante, non meno golosa e lussuriosa, che vi presento, la leggerezza della génoise e la delicatezza della ganache di copertura surclassano la Signora autentica, a mio parere. Questa splendida e lucente Luna Nera di bontà è la torta preferita del mio “brother” espatriato.Per anni è stata la sua torta di compleanno,una pietra miliare che ha tracciato parte del suo cammino. Visto che ora è forzatamente lontano da casa, gliela porgo virtualmente cercando di allietargli almeno con la vista la sua solitudine moscovita.. Non stare in ansia Antò… sarà il tuo bentornato!

LA SACHER VEGANA

  • 300 g di farina di farro bianca;
  • 200 g di zucchero di canna a velo;
  • 40 g di cacao amaro;
  • 11 g di lievito cremor tartaro bio;
  • 3 g di bicarbonato;
  • 3 g di sale;
  • 50 ml di olio vegetale estratto a freddo (germe di mais o girasole);
  • 150 ml di acqua;
  • 300 ml di latte di avena ( o mandorla);
  • 15 ml di aceto di mele;
  • 1 fialetta aroma rhum o vero rum equivalente;
  • 200 g di confettura di albicocca senza zucchero ( anche fragola o ciliegie vanno bene).

Per la ganache di copertura:

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  • 240 g di cioccolato fondente al 70 % minimo;
  • 170 g di latte di avena ( o mandorla o cocco).

Molto più facile a farsi che a dirsi. Per la génoise di base: miscelare e setacciare tra loro tutti i secchi:farina,zucchero,lievito,sale e bicarbonato e cacao. In un’altra ciotola mescolare i liquidi tra loro e aggiungerli alle polveri.Amalgamare il tutto con una frusta per sciogliere eventuali grumi ma non sbattere eccessivamente. Porre in una tortiera oleata e infarinata di cacao il composto (tortiera da 24 cm di diametro) e cuocere in forno GIA’ CALDO a 175° C per 50 minuti. Verificare la cottura con uno spiedino e se perfettamente asciutto all’estrazione, sfornare la génoise e porla a freddare su una gratella per dolci. Attendere un giorno intero prima di tagliarla e farcirla.

Una volta tagliata a metà, farcirla con la confettura provvedendo a ricoprirne anche la superficie e i lati con un sottile strato.

Per la ganache:fondere il cioccolato a bagnomaria insieme al latte.Ritiralo dal calore e con una spatola effettuare una sorta di pseudotemperaggio ovvero muoverlo raffreddandolo e portandolo a circa 37-40° C. Colare sulla torta e porla in frigo un’ora.Riprenderla dal frigo,recuperare la ganache colata e rifonderla a bagnomaria.Raffreddarla nuovamente e ricoprire per la seconda volta la torta.Ritirare in frigo ancora un paio di ore. Con l’ultima ganache colata,riempire una sac à poche e decorare la torta a piacere.

L’unica difficoltà è nella lavorazione della ganache.Se fatta bene, la glassa si presenterà liscia,lucente e lucida e morbida e non dura e marmorea al taglio.

E ora fatemi un pochino vedere quanti pasticceri si annidano tra i miei followers….

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…fascino antico ma evergreen…

 

CROSTATA MILLE CUORI

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A volte proprio non capisco la psicologia di massa. Le persone mi sorprendono e l’uso sistematico che noi tutti facciamo dei socials oramai mi offre un campionario variegatissimo di identità, più o meno cristalline e manifeste. Credo, forse erroneamente, che ad attirare sia la stranezza, la foto fatta con mille aggeggi, con la giusta angolatura,l’illuminazione perfetta.Invece no. A volte capita che la sorpresa si celi dietro ad una fotaccia fatta di corsa …una immagine che immortala e blocca nel tempo una banale crostata…imperfetta, rustica e con una lieve nota romantica data dai cuoricini un po’ “kitsch” messi sopra a sostiuire la tradizionale grata e in linea con la festività , tutta meramente commerciale, del giorno in cui l’hai sfornata ovvero S.Valentino. La schiaffi controvoglia nel finto mondo che ci tiene tutti uniti ed interdipendenti anche se lontani milioni di km, anche se diversi in tutto e per tutto. Ed ecco che accade una strana magia: i mipiace si accavallano, il telefono squilla e vibra di continuo senza lasciarti nel tuo meritato e solitario silenzio. E arrivano gli stranieri che ti supplicano di condividere la ricetta. E poi i compatrioti vanno ad allungare la fila delle richieste … e i parenti, loro decisamente più temibili visto che se non accontenti le loro voglie sanno dove abiti e potrebbero attuare vendette intestine famigliari.

Ho capito e lo sto capendo sempre più che quello che veramente manca in questa nostra  dimensione così moderna, veloce, scattante e ipertecnologica è …la lentezza,la naturalità, la semplicità francescana.

Vogliamo e aspiriamo sempre a quello che ci manca affogandoci nell’eccesso.Basterebbe invece togliere l’esubero e far respiare quello che c’è sotto: l’essenziale.

Ed ora io vi “concedo” la ricetta inventata su 2 piedi, freddi, di quella che è stata eletta come la “Signora Crostata” chez Les Vegourmandes.

E poi dite che non sono buona!

  • 250 g di farina di farro bianca,
  • 150 g di farina di farro integrale,
  • 100 g di anacardi crudi ridotti in farina;
  • 1 cucchiaino di lievito cremor tartaro già addizionato di bicarbonato;
  • 50 g di olio di cocco sciolto;
  • 50 g di olio di girasole bio estratto a freddo;
  • buccia di un limone bio grattata;
  • un pizzico di sale;
  • 100 g di zucchero di canna;
  • 160 g di malto di riso aromatizzato agli agrumi (arancia,cedro e lime–>ho lasciato delle zestes di agrumi a macerare nel malto per almeno un mese);
  • 1 cucchiaino di vaniglia.
  • marmellata di mirtilli senza zucchero.

Sciogliere l’olio di cocco e miscelarlo poi con olio di girasole,malto , limone . In una ciotola mescolare le farine con la polvere di anacardi,lo zucchero,il lievito , il sale e la vaniglia. Unire i liquidi ai secchi e impastare formando una palla che va fatta riposare in frigo per un’ora almeno.

Dividere l’impasto in 2 metà diseguali, una grande per la base ed una piccola per la decorazione.Stendere la base in una teglia oleata ed infarinata di 28 cm di diametro.Farcirla con la marmellata desiderata e ricoprirla a piacere con la restante pasta.

Infornare a 175°C fino a doratura.Volendo, la si può rendere più lucida spennellandola gli ultimi 5 minuti di forno con il cosidetto lucido: malto di riso sciolto in acqua in proporzione 1:3.

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Una fettona di questa e ve ne innamorerete!

 

LE MELINE

DSCN1087Non sono una maestra dell’arte bianca, ovvero della pasticceria, ma è la materia che più mi affascina, mi ha affascinata da piccola quando ho iniziato a pasticciare e sfornare pesanti mattoni gialli che costringevo tutti a mangiare, pena durevoli musi lunghi sfianca-mamme.E sicuramente chi mi ha trasmesso questa innata propensione per il dolce, la precisione ed il rigore nel confezionare biscotti e via dicendo è stata mia nonna paterna,la Omi, come la chiamavo e la chiamo tuttora. Apparentemente granitica e rigorosa,saldamente attaccata alle sue rigide regole, in realtà partecipe alle gioie e anche alle ansie della mia famiglia seppur lontana km e km . Solo le nonne sanno, quando non parli, solo le nonne,riescono a allineare i battiti del loro cuore a quello dei nipoti, solo le nonne insegnano anche quando sgridano,solo le nonne ridono quando piangi e piangono quando ridi. Solo le nonne  creano fantastici ciambelloni che le nipoti non riescono nemmeno a replicare nei sogni. Solo le nonne sono il giorno di ieri con gli occhi amanti del Domani. Solo le nonne.

In queste tortine, da un boccone e via,  si uniscono i 3 elementi che per me ricorderanno sempre la Omi: mele,cannella,vaniglia. ed intanto la saluto,assaporandone una a piccoli pezzi..e ben seduta sulla sedia! 😉

                                                    TORTINE MELINE

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  • 200 g di farina di farro;
  • 100 g di zucchero di canna;
  • 1 cc di bicarbonato;
  • 1 cc di lievito;
  • 1 Cucchiaio di aceto di mele;
  • 1 cc di vaniglia del Madagascar in polvere;
  • 1/2 cc di cannella;
  • 65 g di olio di  girasole estratto a freddo;
  • 120 ml di sciroppo di lavanda ( sostituibile con latte di mandorla/avena o succo di mela);
  • 130 ml di acqua;
  • 1 mela;
  • granola o riso/farro soffiato/o muesli per la guarnizione.

Come al solito: mescolare in una terrina le polveri tra loro e in un’altra i liquidi.Unire i 2 e mescolare con una frusta a mano.Aggiungere la mela tagliata sottile e versare in uno stampo da muffins rivestito da pirottini che andranno riempiti per 3/4.Guarnire a piacere. Io nello specifico ho usato la mia granola che ha conferito un guscio croccante e vivace al cappello della tortina.Infornare a 175 °C per circa 25 minuti in forno statico.Lasciar freddare completamente su una griglia prima di pucciarli in una bella fumante tazzona di thé o in una profumata tisana all’anice stellato.

tortine vega

PEANUT BUTTER GRANOLA

granola vegaAvete presente quella pubblicità di una famosissima marca di muesli, dove colui / colei che hanno passato una nottata pazza con uno/a sconosciuto/a cerca di sgattaiolare via a passo felpato salvo farsi “conquistare” da quella golosità croccante che ritrova in cucina e farsi beccare in mutande dalle coinquiline del o della kasanova di turno? Ecco…appunto.Avete mai letto le zozzerie contenute in quei “diamantini” golosi e sanissimi che lo spot cerca di liquidare alla più sprovveduta casalinga dell’entroterra? Guardate voi stessi:

Ingredienti: Fiocchi integrali di AVENA 45%, zucchero, olio di palma, sciroppo di glucosio, MANDORLE in pezzi 5%, ANACARDI (NOCI DI ACAGIU’) in pezzi 5%, germe di GRANO, farina di GRANO tenero, farina di riso, NOCCIOLE tostate in pezzi 2,5%, NOCI PECAN in pezzi 2,0%, miele, farina integrale di GRANO tenero, destrosio, sale, estratto di malto d’ORZO disidratato, LATTE scremato in polvere. aromi (con GRANO, SOIA e ORZO).

Olio di palma come TERZO ingrediente!! SCIROPPO DI GLUCOSIO come quarto!!

Ecco cosa DOBBIAMO sapere sulla salubrità dell’olio di palma e sullo sciroppo di glucosio:

http://www.ilfattoalimentare.it/olio-di-palma-e-salute.html

http://mangiaditesta.com/2013/11/02/sciroppo-di-glucosio-fruttosio-4-motivi-per-starne-alla-larga/

Detto ciò, letto ciò …mettiamoci all’opera e prepariamo la NOSTRA GRANOLA con grassi buoni, senza zuccheri aggiunti,CROCCANTISSIMA  …altro che begonzo in slip!

                                                       SUPER GRANOLA

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  • 350 g di fiocchi di avena piccoli;
  • 70 g di farro soffiato(o riso);
  • 90 g di farina di farro bianca;
  • 90 g di farina di castagne;
  • 1 cucchaio di cannella;
  • 1 pizzico di sale;
  • 100 ml di olio di girasole bio estratto a freddo;
  • 100 g di burro di arachidi fatto in casa (semplicemente frullando per 5 minuti delle arachidi italiane tostate);
  • 50 ml di acqua;
  • 250 g di sciroppo di riso o malto di riso;
  • 50 g di mirtilli secchi;
  • 100 g di uvetta,
  • 50 g di goji.

Semplicissimo: mettere le farine, la cannella , il sale, i fiocchi e il farro in una terrina e mescolare. A parte miscelare olio, burro di arachidi,malto e acqua. Aggiungere i liquidi ai secchi e mescolare con le mani lasciando  le grosse briciolone che si formeranno.Adagiare sulla leccarda del forno rivestita di carta, premendo e ottenendo un unico strato.Cuocere in forno a 150° C per 30 minuti circa, mescolando dopo i primi 15. Estrarre dal forno,aggiungere la frutta essiccata scelta e lasciar freddare completamente.

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La croccantezza verrà acquisita durante il raffreddamento. A piacere aggiungere gocce di cioccolato o fiocchi di cocco. Porre in barattoli di vetro e tentare di resistere dalla brama di sgranocchiarseli mezzi ignudi sul divano o sulla penisola della cucina…

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BROWNIES MISAKI

brownies vegaE’ proprio vero… quando cucini per qualcuno cui tieni molto, quell’amore lo materializzi e fa da cemento invisibile a farina , zucchero e cacao. Quando prepari un piatto tenendo in una mano gli ingredienti e nell’altra il Cuore, non puoi fallire. L’energia positiva che ti unisce a quella persona ed il Bene si gonfiano con la torta, fino ad esplodere. Ed il tutto lo si ritrova nei sapori che diventano caldi,suadenti . Si può comunicare affetto anche senza parlare, ma agendo. Sarà per questo che questi miei piccoli quadratini son davvero riusciti perfetti:compatti,dolci,croccanti e soffici. Esattamente come a Colei cui son dedicati. In ogni morso, la si ricorda, per me che la conosco. E mentre lei mi regala orecchini giapponesi , Io le faccio dono di una grande e cioccolatosa tessera di mosaico…ed aggiungo così un altro pezzo al puzzle della nostra amicizia…

                                                              BROWNIES MISAKI

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con un bicchiere di latte caldo sono il massimo!!!

  • 300 g di farina di farro integrale;
  • 8 g di lievito cremor tartaro;
  • 1 cc di bicarbonato;
  • 2 cc di aceto di mele;
  • 220 g di zucchero di cocco (per la nota caramellata persistente che ritorna sul finale…sennò zucchero di canna);
  • 1 cc di aroma mandorla bio;
  • 65 g di arachidi;
  • 2 pere conference piccole;
  • 100 g di cioccolato fondente;
  • 40 g di farina di castagne;
  • 220 ml di latte di avena;
  • 160 ml di olio di girasole.

Solito metodo: miscelare tra loro le polveri e fondere in un pentolino cioccolato,latte,olio e zucchero.Versare poi il composto cioccolatoso sulle polveri,aggiungere l’aceto e mescolare vigorosamente.Per ultimo unire le pere cubettate finemente e le arachidi tritate grossolanamente. Porre il composto in una teglia quadrata e cuocere a 175°C per 50 minuti.Lasciar freddare e tagliare a cubotti.

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Perfetti è dir poco!

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REDBEETVELVET SUGARFREE con FROSTING ALLA HALVA ALLA ROSA

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Raffinata e godereccia al tempo stesso!

Ho il dente dolce come dicono gli americani…lo sweet tooth. E non ci posso fare nulla. Chi impazzisce per la pasta,chi per i secondi, chi stravede per i fritti o per i piatti fashion della cucina moderna. Io voto dolci.Sempre e comunque. Mi ritengo l’unico essere esistente al mondo capace di non nausearsi mai di fronte ad un buffet di goloserie zuccherose e bambinesche. La Natura però mi giunge in soccorso: con i suoi frutti millecolori , così variegati nel gusto, nelle consistenze e nelle fragranze io placo l’essere bavoso e goloso che tenta di impossessarmi costantemente. Ed io allora ricorro alle caramelle di Madre Terra , i datteri, ai bonbons selvatici, i mirtilli e i lamponi, al pandolce, le banane che spalmo di ogni cosa… I miei dolci così , che mi rinfrancano l’anima nell’atto di prepararli, catapultandomi in una dimensione atemporale, calma, sospesa in un spazio etereo, diventano sempre regalo per chi mi conosce e se li merita, in un modo o nell’altro.
Chi vuole una fetta di torta?

REDBEETVELVET SUGARFREE con FROSTING ALLA HALVA ALLA ROSA

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  • 300 g di barbabietole cotte e frullate ;
  • 150 g di farina di farro int. ;
  • 130 g di farina di farro bianca;
  • 170 g di malto di riso;
  • 170 g di sciroppo d’acero o succo d’agave;
  • 110 g di olio di germe di mais o girasole spremuto a freddo;
  • 250 g di latte di avena;
  • 100 g di cioccolato fondente al 70% sciolto a bagnomaria;
  • 2 cucchiaini di aceto di mele;
  • 2 cucchiaini di cremor tartaro;
  • 2 cucchiaini di bicarbonato;
  • 1/4 di cucchiaino di sale;
  • 1/2 cucchiaino di vaniglia in polvere del madagascar.

Per il frosting: 300 g di halva alla vaniglia; crema inglese allo sciroppo di rose ( di cui devo prendere misure).

Per la torta: solito metodo ovvero mescolare tra loro i liquidi e setacciare le polveri e riunire insieme sciogliendo eventuali grumi.Porre in una tortiera oleata e infarinata e cuocere in forno già caldo a 170 °C per 60 minuti.

Per il frosting: ho semplicemente fatto una salsa inglese aromatizzata allo sciroppo di rose e ci ho diluito la halva .
Decorare come consiglia la fantasia.

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