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PANDORO VEGANO semplice

foto 2 pandoroIn tutti i social,impazzano le gare a chi presenta il pandoro od il panettone più arioso,più giallo,con migliore alveolatura,più fragrante, più dolce,sfogliato,non sfogliato,del tal maestro Pinco Pallino o della tal foodblogger Sempronia. Potevo io, me medesima, non lasciarmi coinvolgere in tale simpatica competizione fatta di burri vegetali più o meno osannati o discussi, di discorsi Alti ed Aristocratici sulla forza delle farine, sull’elasticità olimpionica delle maglie glutiniche? Giammai!

Quest’anno poi ho di fronte un periodo di vacanze natalizie ( mai tanto sognato e guadagnato) estremamente lungo e denso, spero, di momenti felici di intimità stretta familiare e sopratutto straricco di istantanee lunghe quanto l’infinito da trascorrere con l’altra metà del mio cuore.Quindi, visto che ho deciso di regalare golosità a tutti quelli che in quest’annata hanno contribuito, ciascuno a suo modo, alla mia crescita personale,  devo allenarmi con impasti, puntature e pirlamenti (?) . Oibò, chissà come si dirà!

Sono elettrizzata,euforica e gonfia di aspettative positive. Un po come lo siete voi ora…impazienti di leggere la ricetta del mio Pandoro che ha suscitato parecchi applausi virtuali.

Prima di procedere, desidero rendere grazie a chi mi ha dato una mano a distanza nelle varie fasi o semplicemente contribuito con suggerimenti.

Ringrazio Cinzia Raciti,da cui ho preso spunto per la realizzazione del burro vegetale; ringrazio Daniela di Giuseppe che mi ha suggerito l’uso del mix aromatico. Last but not least, un bacio a LUI che mi insegna a parole, e con le sue abili mani di panificatore, i segreti dell’arte Bianca.

Vi premetto che le dosi sono per un pandoro di 1 kg. E vi premetto, inoltre, che per la buona riuscita del prodotto è indispensabile avere a disposizione una pasta madre arzilla, rinfrescata per una settimana ogni giorno e 3 volte consecutive poco prima di iniziare l’avventura pandoresca.Usate sempre per i rinfreschi una farina di forza con W>380 che sarà la stessa che userete per il pandoro stesso.

PANDORO VEGANO

foto 1 pandoro

mix aromatico ( da prepararsi un mesetto prima):

  • 400 g di malto di riso
  • bacche di vaniglia bourbon
  • buccia essiccata di agrumi misti( arancia,mandarino,cedro,bergamotto)

Semplicemente, mescolate il tutto in barattolo e mettete in frigo fino a consumo completo.E’ ottimo per qualsiasi tipo di dolce intendiate fare.

Burro vegano (ispirato al burro vegetale di Cinzia Raciti-Alchimie Vegane):

  • 100 g di burro di cacao
  • 100 g di olio di riso
  • 50 g di olio evo
  • 1 cucchiaino di lecitina di soia
  • 60 g di latte di mandorla al naturale

Fate fondere il burro di cacao a bagnomaria e nel frattempo in un boccale alto sciogliete la lecitina negli altri olii e nel latte. Montate con un minipimer e continuate a montare con movimenti dall’alto al basso mentre aggiungete a filo il burro di cacao sciolto. Si formerà una sorta di maionese che porrete in frigo per qualche ora. Trascorse almeno 3-4 h, rimontate ad immersione il composto che solidificherà raggiungendo la medesime consistenza di un burro fatto di latticini. Ponete in frigo in un contenitore quadrato e usate a vostro piacere. E’ ottimo per crostate,biscotti,dolci sfogliati e briosciati nonchè per mantecare risotti et similia.

Biga:

  • 300 g di pasta madre arzilla
  • 20 g di zucchero di canna a velo
  • 1 cucchiaino di lecitina di soia o girasole
  • 60 g di acqua

Sciogliere la lecitina nell’acqua e zucchero e solo successivamente aggiungervi la pasta madre  spezzettata e continuare a sciogliere il composto. Io ho usato la macchina del pane funzione impasti. Lasciar lievitare 1 h a temperatura media (27-28 °C).

Primo Impasto:

  • biga
  • 150 g di farina di forza ( io con W 400)
  • 50 g di zucchero di canna a velo
  • 75 g di pasta madre
  • 30 g di burro veg morbido
  • acqua quanto basta

Nella ciotola della macchina o della vostra impastatrice, inserire gli ingredienti esattamente in quest’ordine prestando attenzione alla dose di acqua: questa dipende da molti fattori quali umidità e tipologia di farina impiegata. Dovrete ottenere un impasto ancora pastelloso e molto idratato, quasi colloso. Non temete sia troppo liquido: non lo sarà.Lasciare lievitare al calduccio e coperto ancora un’ora.

secondo ed ultimo impasto:

  • primo impasto
  • 400 g di farina di forza
  • 150 g di zucchero di canna a velo
  • 1 cucchiaino di lecitina di soia
  • 2 cucchiaini colmi di vaniglia in polvere al naturale
  • 2 cucchiai colmi di mix aromatico
  • 1 pizzico di sale rosa
  • 1 bustina di zafferano
  • 1 cucchiaino colmo di curcuma
  • 140 g di burro veg freddo e ridotto in tocchetti per sfogliare

Nella ciotola della planetaria, sciogliere la lecitina nello zucchero, nel mix aromatico e insieme alla vaniglia ed allo zafferano e curcuma. Aggiungere il primo impasto e a poco a poco la farina. Fate incordare a bassa velocità. Solo ora,aggiungere il sale. Pirlare bene l’impasto e mettere a lievitare 1 ora al caldo (28 °C). Dopo 1 ora, iniziare con le sfogliature.

Stendere l’impasto in un rettangolo non troppo fino.Posizionare sopra il burro veg a fiocchetti e richiudere i 4 angoli del rettangolo verso il centro. Ora, i veri e bravi panificatori e pasticceri,categoria alla quale non mi g utilizzerebbero la classica tecnica della sfogliatura a libro . Io, che vergara e contadina sono e me ne vanto, ho ideato una mia tecnica peculiare e rapida: prima faccio velocemente delle pieghe a tre non badando ad eventuali tentativi di fuga del burro dall’impasto,dopodichè arrotolo il tutto formando una palla! Si impastando proprio.Avete capito bene.

Con la tecnica vergara-style, ho notato che la sfogliatura è più sottile e meno netta e meno “presente” in bocca . Insomma,a me ME PIACE 😉 .

Fatto il primo giro di pieghe e reimpasto sfogliatore, mettete in frigo per almeno un’ora. Ripetere la sfogliatura 3 o più volte .

Dopo 3 sfogliature ( o più), pirliamo bene l’impasto e adagiamo la palla ben chiusa in uno stampo apposito ben imburrato. Dovrà lievitare tra le 5 e le 10 h. Non posso darvi un tempo preciso perchè dipende dalla temperatura ambientale. A me una volta son state necessarie 12 h, la seconda volta 6.

Cuocere in forno già caldo a 150 °C per 70 minuti circa nel ripiano più basso.

Una volta cotto,estrarlo dopo 5 minuti dallo stampo e lasciarlo riposare su una gratella per un giorno intero.

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Consigli: cospargetelo al momento del servizio con zucchero di canna a velo fatto in casa e accompagnatelo con una bella crema pasticcera vegana calda o una tazza di cioccolata calda. Per i grandi, non male l’abbinamento con una salsa dolce al Grand Marnier o al Brandy o…un flute di bollicine italiane.

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BUONE FESTE!

MANAKEESH A MODO MIO

20150203_191814Tempo fa, parlando su Facebook con un simpatico ragazzo libanese, è saltata fuori dal nulla la ricetta di questa sorta di pizza molto aromatica che ha subito fatto breccia nel mio cuore amante dei profumi e delle spezie.Ho deciso di reinventarla,ancora una volta a modo mio, e impiegare la mia pasta madre , che dopo i vari rinforzi natalizi, ha egemonizzato il frigo con buona pace delle verdure e delle altre cose tutte ammassate a lasciar spazio alla simpatica e vivace colonia batterica di gassosi microbioti. E colgo così l’occasione per mostrarvi come di solito preparo le focacce e le pizze.Contenti,no?

MANAKEESH ALLA CAMPAGNOLA

  • 600 g di farina (metà 0 di qualità e metà di farro bianca…ma è possibile usare tutta semola di grano duro);
  • circa 200 g di pasta madre rinfrescata la sera prima e bella vispa;
  • 1 cucchiaio di malto di orzo o riso;
  • 50/60 g di olio evo;
  • 10 g di sale;
  • cipolla essiccata qb;
  • latte di avena qb.

Io procedo così: la mattina molto presto sciolgo la PM nel latte aggiungendo anche il malto e l’olio.Una volta sciolta uso o la planetaria o la macchina del pane con la sola funzione impasto e inserisco le farine.Avvio il programma o la macchina e dopo circa 15 minuti, aggiungendo nel mentre quanto latte mi assorbe la farina, quando inizia ad incordarsi inserisco il sale e la cipolla secca.Faccio impastare almeno mezz’ora. Poi passo alla pirlatura (cioè faccio una palla ben chiusa di impasto) e metto a lievitare in una ciotola di vetro,nel forno con la sola luce accesa, e un pentolino di acqua bollente. Durante la lievitazione, riprendo l’impasto un paio di volte facendogli le cosidette pieghe stretch&fold.

Fatto ciò, dopo circa 4/6 ore,stendo l’impasto in una teglia abbondantemente oleata.e lascio lievitare o mezz’ora o un’ora. Condisco e inforno a 250°C prima sotto,poi nella parte elevata per circa 20 minuti.

La particolarità di questa focaccia/pizza sta però nel condimento: una semplice purea di carote e cipolla con il mio za’atar messo appena sfornata insieme ad abbondante olio.

Chi l’ha mangiata, ancora non se l’è dimenticata!

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una pizza-focaccia molto appetitosa

SCRIGNI CROCCANTI NOCCIOLE E MELE

DSCN0846Altro dolcino superfast che ha conquistato il palato di una carissima e nuovissima amica di forchetta nonchè preparatissima (ammazza che abbondanza di superlativi!!) collega blogger . Un tortino molto stuzzicante alla vista, dal ripieno avvolgente e corposo …il tutto imprigionato in un guscio croccante e spiritoso di pasta phyllo. Anche con questo ho colpito il centro della gola di un onnivoro convinto ma non per questo recalcitrante allo scoprire nuovi piatti senza crudeltà al loro interno.
Eccoveli qua:

                                    SCRIGNI CROCCANTI NOCCIOLE E MELE:

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  • 3 mele piccole (renette più adatte alla cottura), succo di mezzo limone;
  • una confezione di pasta phyllo;
  • 150 g di farina di nocciole;
  • 50 g di zucchero;
  • 1 cucchiaio di latte d’avena;
  • 1 VEGG (fatto con 2 cucchiai di semi di chia polverizzati),
  • 2 cucchiai di panna di anacardi (fatta frullando anacardi ammollati una notte e frullati con acqua).

Tagliare le mele a tocchetti piccolissimi e cuocerle in un padellino solo con il succo di limone per appena 5 minuti, giusto per ammorbidirle.
Preparare la farcitura mescolando la farina di nocciole,lo zucchero,la panna,il latte e il vegg e regolando di densità (deve rimanere molto corposo perchè poi assorbirà l’acqua delle mele).
Nella tortiera da muffins oleata,porre delle strisce di pasta phyllo larghe 5 cm e lunghe 15 cm ca ad intreccio e in modo non preciso.Posizionare 2 cucchiai colmi di farcia in ogni fossetta e ricoprire con una parte delle mele.Richiudere ogni tortino in modo casuale.Terminare gli ingredienti (vengono 12 tortini precisi) e porre in forno a 180 °C fino a doratura completa.
Servire con una salsa inglese a specchio e volendo una colatura di caramello sopra al tortino. Bon appétit!

GALLETTE HAPPY PAPRIKA

DSCN0781Sedersi attorno al tavolo e condividere ciò che si è preparato insieme tra fragorose risate e scambio di trucchi e sotterfugi: questa è per me la convivialità. Amo organizzare pranzi e cene. Mi piace gonfiare casa di voci diverse e amo riempirmi la pancia non solo di cibo ma anche di sorrisi e volti felici. E perchè non rendere anche il tutto più chic & cool rompendo gli indugi con un buon aperitivo all’italiana…sgranocchiando qualcosa giusto da calmare i richiami atavici della fame? Serviamo due gallette allora,ok?

GALLETTE HAPPY HOUR alla paprika affumicata

  • 100 g di farina di riso
  • 100 g di fumetto di mais ( o fioretto)
  • 100 g di farina di ceci; 2 C di fecola di patate
  • 2 C di farina T2
  • 15 g di sale di Barbie ( sale rosa alla barbabietola)
  • 1 cc di curcuma
  • 1/2 cc di paprika affumicata
  • 70 g di farina di mandorle
  • 250 g di esubero di pasta madre
  • 150 g di olio evo
  • 1 cc colmo di malto di riso
  • 200 g circa di latte di canapa fresco

Miscelare tra loro tutte le polveri setacciate . Sciogliere la pasta madre nel latte tiepido con il malto e l’olio e dare una mescolata vigorosa . Unire i liquidi alle polveri, impastare sino ad avere una palla morbida ma non appiccicosa. Stendere e coppare a piacere. Praticare incisioni con i rebbi della forchetta e cuocere fino a doratura a 200°C per 20 minuti. Perfetti se affondati in una vera guacamole!

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Consiglio: impiegare come palette per hummus o…

 

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…o per una guacamole!

 

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