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Risotto di zucchine al curry

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Ingredienti:

per 4  persone

300g di riso

3 zucchine di media grandezza

una cipolla rossa

un bicchiere di vino bianco

un litro di brodo vegetale

un cucchiaio di curry

un cucchiaino di curcuma

un cucchiaio colmo di tahin (crema di sesamo)

olio evo

santoreggia(facoltativo)

sale

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Procedimento:

Ridurre a cubetti la cipolla e le zucchine e farle rosolare dolcemente in un tegame con un po’ di olio evo. Aggiungere il riso e rimestare con cura per 5 minuti circa, sempre a fuoco basso. Sfumare quindi col vino bianco e lasciare evaporare. Aggiungere il brodo bollente, un mestolo per volta, continuando a mescolare facendo attenzione a non farlo attaccare. Verso fine cottura aggiungere curry, curcuma e santoreggia. Aggiustare di sale. A cottura ultimata mantecare con la tahin e servire ben caldo.

 

Polpette affumicate

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Le polpette sono un passepartout invincibile: riescono a quietare gli animi e le bocche,mettono d’accordo grandi e piccoli, rappresentano forse la più potente e invisibile arma diplomatica a disposizione delle nonne e delle mamme. Risolvono una cena o completano il pranzo domenicale. Sono camaleontiche: dentro può esserci il mondo vegetale ben camuffato agli occhi. Esplodono in bocca in un sol morso e ti rimandano alla pace dei tempi che furono… quando lo stress era solo una strana parola inglese lontana un braccio di mare dal nostro Mondo.

E così vi propongo la mia versione. E  siccome, come ho scritto poc’anzi, sono la firma della casalinga capace ai fornelli e hanno dentro tutto il gusto unico delle proprie case, io ci ho infilato senza nemmeno rendermene conto un pezzo della mia nuova Vita, dando originalità e un tocco d’amore aggiuntivo alle mie biglie sugose. Non avete capito a cosa mi riferisco? Ma ai Taralli, ovviamente… e alla loro Terra Madre che mi ha stregata. Ed un suo figlio in modo particolare.

Dedicata alla Puglia, dedicata al Mio Pugliese.

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Ingedrienti:

  • 250 g di lenticchie
  • 150 g di riso per sushi
  • 100 g  di tarallini al pepe ridotti in farina
  • 2 carote piccole
  • mezza cipolla rossa
  • 1 cucchiaino di liquid smoke (aroma affumicato)
  • 1 cucchaino di paprika affumicata
  • noce moscata qb
  • sale,olio,pepe di Sichuan qb
  • 1 cucchaino di aglio in polvere
  • passata di pomodoro

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Procedimento:

Pesare le lenticchie  e dopo averle pulite a dito metterle in  ammollo per  2 h circa. Passare alla cottura del legume mettendo le lenticchie in una casseruola con il doppio dell’acqua e una foglia di alloro e lasciar bollire per 1 ora circa fino ad assorbimento. Salare solo a fiamma spenta. Far raffreddare completamente.

Cuocere il riso con il doppio del peso e salare a fine cottura. Lasciar riposare anche questo.

In un mixer, ridurre dapprima in farina i tarallucci e poi, una volta svuotato, introdurvi le carote e la cipolla e tritare finemente. Aggiungervi ora: il riso freddo e colloso,le lenticchie asciutte e fredde,la paprika,sale,pepe,noce moscata,aglio e il fumo liquido. Mixare grossolanamente. Per ultima, aggiungere la farina di taralli e mixare di nuovo.

Una volta ottenuto un composto compatto,ritirare in frigo a riposare per almeno 30 minuti.

Trascorso il riposo,confezionare le polpette che andranno rosolate in una padella antiaderente con olio caldo e a fiamma bassa per 15 minuti. Ritirarle dal fuoco e appoggiarle provvisoriamente in un piatto. Nella stessa padella, riscaldare la passata di pomodoro in cui andranno calate le polpette. Far asciugare il sugo per 5 minuti a fiamma vivace e girando spesso. Terminare con una sploverata di prezzemolo e di origano salentino e servire calde accompagnate da un fumante puré come vuole la tradizione.

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MISTERY BOX # 3

Non mi ricordo nemmeno quando è stato fatto questo nostro giochetto…forse oramai un mese e mezzo fa…E credo anche che sia strapassato il momento di mostrarvi ciò che la sottoscritta , Karin anche detta La Vergara, ha impastrocchiato realizzato in meno di 2 ore. Per una pianificatrice e pesatrice ossessivo-compulsiva come me, ritrovarsi a spignattare con ingredienti inattesi e non direttamente scelti si rivela sempre un’impresa ardua e  stimolante al tempo stesso. Qualcosa alla fine son riuscita a impiattare ma… vi preannuncio di già che le mie realizzazioni non mi hanno personmalmente soddisfatta nè nella presentazione né nel gusto…insomma la più spietata critica è stata KARIN medesima.Ma andiamo subito a vedere la scatola cosa conteneva:

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Nocciole,cipollotti,erbe aromatiche fresche e miste,arancio rosso,pera,mela,carciofo,patata,cavolfiore,birra belga e riso parboiled

Dopo i soliti 5 minuti di disconnessione spaziotemporale in cui mi si accozzavano idee malsane in testa,prendo i coltelli dal manico e mi adopero in qualcosa che nemmeno io so sotto l’attenta supervisione della mia sous-chef a 4 zampe, ben più perplessa della sottoscritta come potete ben vedere dalla foto:

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” sei sicura di quello che stai facendo? No perchè io qualche piccolo dubbio ce lo avrei…”

Tra taglieri ,tegami,cipollotti che mi fanno sgorgare lacrimoni stile Niagara falls…schiaffo le prime cose che mi trovo tra le mani…Decido di preparare un risottino con un tocco aromatico e crunchy…sì ok, ma poi con la frutta ed il resto? Una bella e semplice macedonia? no, troppo banale…opto per un antipastino. Grosso e tremendo errore: era meglio puntare su un fine pasto a me più consono ma oramai la battaglia è iniziata e va portata a termine. La giudichessa a marcia da generale e col sopracciglio arcuato soppesa ogni mio più impercettibile movimento.Annusa,guarda, lancia sguardi assertivi o interrogativi ma nulla trapela dalla bocca che presto sputerà il suo insindacabile giudizio.

Ed ecco le schifezze   cose  ( ok…non so come definirle…) uscite:

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Insalatina di rinforzo alle pere caramellate

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patate e mele pont-neuf al rosmarino e birra belga

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risotto frappista al pesto di timo e nocciole

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E queste le valutazioni della giudichessa Betta:

ANTIPASTINO CALDO-FREDDO                  RISOTTO FRAPPISTA

CREATIVITA’:                                           7                                                        7

GUSTO:                                       patate 9 cavolo 6 1/2                                        9

PRESENTAZIONE:                                     8 1/2                                                   9

Ma sì,diciamolo pure con comodo….è stata fin troppo generosa.

Ora se proprio volete divertirvi…provate a giocare allo stesso gioco con gli stessi ingredienti e vediamo che ci cavate voi! Oppure tentate di realizzare i miei stessi piatti…così…a sensazione. Scoprirete nuovi sapori e nuove idee! perchè la cucina in fondo è questo: gioco,passione e libertà di espressione.

Alla prossima puntata!!!

Crocchette di riso

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Ingredienti:

riso integrale già cotto

zucchine

carote

pomodori secchi

farina di polenta fioretto

aglio in polvere

timo fresco

cumino in polvere

curcuma

sale

pepe

olio evo

Procedimento:

Mettere in una ciotola metà del riso e frullare con il monipiner. Aggiungere il resttante riso. Unire zucchine e carote grattuggiate, i pomodori secchi tagliati finemente , il timo e le spezie. Aggiustare di sale e pepe e mischiare bene. Aggiungere poco alla volta la farina di polenta, mischiando ancora e eventualmente aggiungerne altra. Non deve risultare molle, nè troppo duro. Formare le crocchette e passarle nella farina di polenta, scuotere l’ eccesso e mettere su una teglia rivestita di carta forno. Un filo di olio di oliva e infornare a 220° per una mezz’ ora circa, girando di tanto in tanto le crocchette.

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BOSTRENGO DEI NONNI

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“Piov e neng, tutt l’vecchie fann el bostreng “
Continuano i miei scavi archeogastronomici marchigiani. E questa volta ad essere riesumato da una qualsiasi credenza polverosa di una qualsiasi nonnina  della mia regione è un dolce, anzi…pardon…IL DOLCE .

Detto anche fristingo, frostengo, pistingo, bostrengo è uno dei pochi dolci che hanno un numero così elevato di nomi a seconda della provincia. È un dolce diffuso in gran parte delle Marche. Nato come piatto povero, la frutta secca costava poco e recuperava il pane raffermo, è oggi al contrario abbastanza costoso. Vanta un vasto repertorio di ingredienti che varia in ogni ricetta, ne esisterebbero addirittura 22 varianti, noci, mandorle, fichi secchi, talvolta farina di mais, pane raffermo, cedro candito, succo d’arancia, scorza di limone, uva sultanina, olio d’oliva, cannella, rhum, cacao, caffè, vino bianco secco e mosto cotto. Si presenta di 5 centimetri di altezza e non tanto lungo tanto da sembrare un pezzo di dolce o un torrone un po’ alto.E’ un tipico dolce da credenza,appunto, compatto e tendente all’essicazione diciamo naturale ma adattissimo ad essere ammorbidito se pucciato in una tazzona di latte ( veg,ovviamente!) fumante: s’imbibisce perfettamente tanto da scoppiarti in bocca con i suoi mille gusti e sapori. Ed ora qualche cenno storico che non guasta mai:
Le origini del frustingo risalgono addirittura al sec. XIII e si riporta che nelle Marche esisterebbero addirittura 22 modi diversi di preparare questo straordinario dolce molto calorico, ma gustoso. Nato come piatto povero realizzato utilizzando frutta secca, un tempo poco costosa perché abbondante in campagna, e altri ingredienti che avanzavano (farina, pane raffermo), il fristingo è oggi uno dei dolci più costosi proprio per l’elevato costo dei singoli ingredienti. Lo zucchero nelle ricette originarie era presente in quantità minime proprio perché costoso.
Il nome deriva dal termine latino “frustum” che significa “pezzetto, tozzo”, perché in effetti si presenta di 5 centimetri di altezza. Si trova significato di “frustum”, anche “povero”. Anche detto Fristingo, frustingo (Ascoli), frostengo (Macerata), pistingo (basso maceratese), bostrengo (nel Montefeltro e pesarese), frustingolo.
Ed ora vi svelo il proverbio:”Piov e neng, tutt l’vecchie fann el bostreng “, cioè: piove e fà la neve, tutte le vecchie fanno il bostrengo. Significa che si tratta di un dolce per le occasioni eccezionali, così come è eccezionale veder piovere e nevicare contemporaneamente.
Bene, avete capito che ci troviamo di fronte ad una delle pietre miliari dell’antica cucina marchigiana perciò…con fare serio ed ossequioso ci accingiamo a vederne la preparazione.
                                                      IL BOSTRENGO
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  • 400 g di farina
  • 200 g di farina di mais fioretto
  • 1 panino raffermo bollito in acqua (io 200 g di pane integrale homemade raffermo)
  • 100 g di riso lessato
  • 100 g di uvetta ( io mirtilli secchi)
  • 100 g di fichi secchi tagliati in piccolissimi pezzetti
  • 100 g di noci tritate a coltello
  • buccia grattata di un’arancia ( io 35 g di cacao )
  • 1 mela tagliata a fettine
  • 150/200 g di zucchero ( io di canna )
  • 1 bicchiere di mosto cotto o sapa o malto o agave (circa 200 ml)
  • 1 bicchiere e 1/2 di latte di avena ( o riso)

Frullare il pane bollito e freddato con il mosto,lo zucchero e il latte. Mescolare poi semplicemente tutti gli ingredienti e porre in una teglia dai bordi bassi unta.Cuocere in forno un’ora a 200°C. Tolto dal forno, va fatto freddare completamente e poi tagliato a losanghe o spolverato di zucchero a velo.

Insomma…ma vi siete accorti che gli anglosassoni pure questa ci hanno copiato? Questo dolcione infatti è , a mio avviso ed in qualità di sovraintendente agli scavi, l’antenato degli attuali brownies. Che ne pensate? Non è così? Diamine, ci scopiazzano sempre tutto ‘sti ammerigani…

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Insalata tiepida ai 3 cereali al finocchietto marino

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Non posso definirmi una grande pastaiola.No,il termine non mi calza.Affatto.Però adoro il cereale in chicco, cioè nella sua forma più dura,grezza,naturale.Amo lavorarlo io, creare parure di colori accattivanti e di sapori inconsuenti. Mi piace mescolare fragranze mediterranee con odori pungenti più esotici.Insomma preferisco la sostanza, perchè la forma del piatto la plasmo IO.Come in questo caso in cui ho ricreato al palato la Sicilia come la immagino io:fresca,agrumata e selvaggia.

                                 Insalata tiepida ai 3 cereali al finocchietto marino :

Ho lessato al dente circa 200 g di misto avena-orzo-riso portandoli a cottura.Nel frattempo ho velocemente saltato in padella uno scalogno e 2 carote tritati a mirepoix con un filo d’olio e il doppio di acqua per evitare il soffritto.Ho poi aggiunto un mazzo di finocchietto selvatico anch’esso tritato finissimo e un battutto di olive verdi (circa 2 cucchiai).Dopo 5 minuti di salti in padella (ok,ok, fate pure la battuta)ho sfumato con il succo di mezzo limone.Un pizzico di sale a condire e alla fine ho arricchito con 2 manciate di uvetta e 2 cucchiai di mix di alghe miste a ricordare il mare.Ho tostato 30 g di pinoli separatamente. Ho assemblato il tutto,condito con olio evo a crudo,scorza grattata di limone e granella di carasau tostato al forno a conferire la nota croccante.

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Risotto alle zucchine con vele di carasau

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Ingredienti:

riso

scalogno

vino bianco

zucchine

brodo di verdura

sesamo macinato o  tahin

lievito alimentare in scaglie

pane carasau

olio evo

paprika dolce

sale e pepe

Procedimento:

Lavare le zucchine e con un pelaverdure per julienne eliminare completamente la buccia, in modo da lasciare solo la parte bianca, metter in una ciotola con olio evo sale e pepe e lasciare riposare. Tagliare finemente lo scalogno e la zucchina e far soffriggere in olio, poi aggiungere il riso e far saltare , sfumare poi con il vino bianco, una volta asciugati il vino, aggiungere il brodo e coprire. Mescolare di tanto in tanto e aggiungere brodo se necessario. Verso fine cottura preparare le vele di carasau. Qualche pezzo di pane carasau, spennellare con olio evo sale pepe e paprica dolce, infornare ad alta temperatura per poco tempo, facendo attenzione perché essendo sottile brucia facilmente. Mantecare poi il risotto con sesamo macinato o la tahin e il lievito alimentare e aggiustare di sale. Impattare il riso con un coppapasta o dargli una forma carina usando un mestolo, appoggiare le vele di carasau e unire la julienne di zucchine, con l olio avanzato, fare un giro intorno alla composizione.

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