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PANE DI SEGALE E FARRO

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Si avvicina lentamente l’autunno e con esso cambia la tavolozza di colori della Natura: dai rossi ed arancioni vibranti ed intensi che hanno dentro tutta la prepotente energia del sole si passa alle tonalità più rassicuranti e calma dei marroni , dei beiges e dell’arancione più sbiadito.

Ho voluto quindi salutare la nuova stagione prossima ventura, che io personalmente amo e attendo impaziente, con un salutare pane rustico e carico di salute.

Per chi non mi seguisse su Facebook , ora ho intrapreso un percorso di rieducazione alimentare che mi sta portando, non senza nuova estrosità da spendere, a rivedere ogni mia pietanza in chiave fit&healthy.

Non sto nemmeno a ribadire che il mio cibo è del tutto privo di crudeltà,come sempre e per sempre sarà. Tutto veg semper!

Questo filoncino lo considero adatto alla colazione,accompagnato dal del pregiato thè verde , da marmellata senza zucchero e da una fonte proteica indispensabile come yogurt o latte vegetali.

Vi lascio alla ricetta senza dilungarmi troppo.

 PANE DI SEGALE E FARRO

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  • 250 g di farina di segale
  • 250 g di farina di farro integrale
  • 300 g di licoli senza glutine rinfrescato con farina di segale ( in realtà si chiama “prefermento”)
  • 1 cucchiaino di malto di orzo
  • 10 g di sale rosa
  • 60 g di semi di zucca
  • circa 300 ml di acqua

Procedimento:

porre nell’impastatrice prima gli ingredienti secchi tranne il sale e poi quelli umidi. Iniziare ad impastare. per ultimo aggiungere il sale. Impastare per 30′. Far lievitare 1 h. Rimaneggiare l’impasto senza sgonfiarlo e farlo lievitare ancora 3 h,coperto e nel forno spento.

Formare il filoncino,metterlo in una teglia da plumcake e far gonfiare ancora 1 h.

Cuocere per 50-55′ a 200°C e tagliare solo da freddo.

PANE QUOTIDIANO

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La vista e il profumo di un pane appena cotto ha un fascino romantico che trascende qualsiasi altra riuscita culinaria.
(Elisabeth Luard)

Pubblico questa ricetta così banale e rustica e profumata di casa dietro insistenza della persona più cara che ho al mondo. Più volte mi ha sollecitata a condividere questi miei lavoretti con la pasta madre ( di cui ho una vera collezione in frigo) ma io ho sempre tergiversato ritenendoli banali,poco originali,troppo grezzi sopratutto se paragonati alle magnificenze che creano talune e taluni esperti dell’arte bianca.

Mi sono decisa a farlo,ora, perchè ho capito la lezione che la MIA persona sta dandomi: tutto ciò che fiorisce dalle nostre mani, TUTTO,  trasuda bellezza e amore… tutto ciò che nasce figlio/a di passioni,esperimenti e momenti di prova delle proprie abilità,qualunque esse siano,  TUTTO è bello. Non c’è discrimine. Solo nella nostra singola testa alziamo sbarre e incastriamo in categorie: bello/brutto.

E quindi eccomi con un filone di pane casereccio,croccante, rustico e BELLO come quella MIA persona. BELLO  fuori e dentro. BELLO il pane. BELLO LUI.

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Ingredienti:

  • 500 g di farina tipo 1
  • 200 g di licoli bicentenario rinfrescato il giorno prima
  • 50 g di olio evo
  • 1 cucchiaino di malto d’orzo
  • 70 g di semi misti ( zucca,canapa,girasole,lino)
  • 15 g di sale rosa
  • acqua naturale qb

Procedimento:

Inserisco nel boccale della macchina del pane prima il licoli,l’olio ed il malto. Aggiungo la farina ed i semi e per ultimo il sale.Infine metto acqua gradualmente,aggiungendone poi durante la lavorazione se necessita.

Trascorsa un’ora e mezza dalla prima lavorazione,faccio il primo giro di pieghe. Dopo 3 h ripeto con un altro giro di pieghe e lascio lievitare ancora coperto e nel forno spento. Dopo altre 4 h, faccio la forma del pane e lo metto nel cestino da lievitazione a crescere ancora un’ora.

Per la cottura: inizio a 250 °C e abbasso a 220 °C dopo 10 minuti. Abbasso ancora a 200°C dopo altri 10 minuti e porto a termine la cottura che in tutto si aggira sui 50 minuti. Pongo infine a raffreddare qualche ora su una grata.

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Coppette Mimosa

DSCN1757Si avvicina veloce una ricorrenza annuale: la Festa Internazionale delle donne. Negli anni è diventata come  altre date, fonte di business mascherato sotto le spoglie di fiori,bigliettini,gadget improbabili. E il tutto ne ha sepolto le origini,la storia che ne è alle spalle,vera o fantasiosa che sia ( vedi incendio nella “inesistente” fabbrica Cotton di New York).

Non dovrebbe essere necessario rammentare quali ciclopiche fatiche le donne hanno dovuto patire e affrontare per ottenere la semplice eguaglianza di trattamenti sul piano legislativo e lavorativo degli uomini. Eppure, nel 2016,ancora,dovremo sgranare gli occhi di fronte alle immagini che i tg ci mostreranno mentre noi trangugiamo avidamente il nostro piatto di pasta e verdura: donne violentate,uccise,record annuale,stalking,licenziamenti senza giusta causa,morti per parto,prostituzione,tratta di schiave.

Se proprio dobbiamo ricordare, chiudiamo le palpebre e ricordiamo quei volti ignoti   e scusiamoci , noi ragazze, per quelle che non hanno mai avuto in dono o non riceveranno più le mimose l’8 marzo.

Ed ora, per chi tra noi femminucce ha deciso di autofesteggiarsi e coccolarsi,ecco una delicata e gustosa proposta monoporzione . Da sfoggiare ad una cena con le amiche o da assaporare lascivamente sulla chaise longue di casa ( per chi è fortunata ad avercela!).

Ingredienti per il pandispagna SZ:

  • 560 g di farina tipo 2
  • 40 g di farina di cocco
  • 460 g di latte vegetale di riso e cocco
  • 240 g di olio vegetale
  • 20 g di lievito biologico al cremor tartaro
  • 240 g di succo di agave
  • 1 cucchiaino di curcuma

Ingredienti per la crema pasticcera :

  • 1 lt di latte di riso homemade
  • 100 g di mix tra farina di riso e maizena
  • 150 g di zucchero di canna dulcita in polvere
  • 150 g di succo d’agave
  • 1 lattina di latte di cocco grasso
  • 1 cucchiaino raso di vaniglia in polvere

Per completare il dolce:

  • 2 lattine di latte di cocco tenute in frigo una notte
  • 1 mango grande molto maturo

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Procedimento:

per prima cosa,preparare il pandispagna in questo modo: in una grande boule mettere tutti gli ingredienti secchi (farina,curcuma,lievito,farina di cocco) setacciati e miscelati e unirvi poi lentamente gli ingredienti liquidi precedentemente mescolati tra loro a parte. Il composto dovrà risultare colloso ma non troppo duro, in tal caso aggiungere acqua al bisogno. Stendere il composto sulla leccarda del forno rivestita di cartaforno e cuocere a 180°C per 35 minuti circa. Una volta pronto,lasciarlo freddare completamente su una gratella e poi tagliarlo a strisce sottili a mo’ di savoiardi.

Passare alla crema: in una pentola larga dal fondo spesso, mettere il mix di farine,lo zucchero, la vaniglia in polvere e l’agave e mescolare per sciogliere eventuali grumi. Aggiungere a filo tutto il latte sempre mescolando. Portare sul fornello e cuocere dolcemente sempre mescolando. Quando la crema si sarà rappresa e inizierà a fare pluf pluf,spegnere. A fuoco spento, aggiungervi la parte grassa solamente della prima lattina di latte di cocco. Mescolare ancora e far raffreddare prima fuori e poi dentro al frigo. E’ consigliabile preparare sia la crema che il pandispagna il giorno prima.

Passare alla montatura della panna di cocco: con estrema delicatezza, prelevare con l’ausilio di un cucchiaio solo la parte solida delle 2 rimanenti lattine di latte di cocco e montarle con aggiunta facoltativa di 2 cucchiai di zucchero a velo con le fruste elettriche facendo incorporare aria.

Tagliare il mango maturo a dadini minuscoli e condirlo con un paio di cucchiai di zucchero o di agave per formare il succo che servirà a bagnare il pandispagna.

Terminare la chantilly al cocco incorporando dal basso verso l’alto la panna di cocco montata alla crema fredda.

Montaggio del dolce: come di consueto, alternare strati di pandispagna imbevuto di succo di macerazione con crema chantilly, mango fresco e così via. Completare la superficie con del pandispagna sbriciolato e mescolato a chips di cocco. DSCN1758

Polpette affumicate

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Le polpette sono un passepartout invincibile: riescono a quietare gli animi e le bocche,mettono d’accordo grandi e piccoli, rappresentano forse la più potente e invisibile arma diplomatica a disposizione delle nonne e delle mamme. Risolvono una cena o completano il pranzo domenicale. Sono camaleontiche: dentro può esserci il mondo vegetale ben camuffato agli occhi. Esplodono in bocca in un sol morso e ti rimandano alla pace dei tempi che furono… quando lo stress era solo una strana parola inglese lontana un braccio di mare dal nostro Mondo.

E così vi propongo la mia versione. E  siccome, come ho scritto poc’anzi, sono la firma della casalinga capace ai fornelli e hanno dentro tutto il gusto unico delle proprie case, io ci ho infilato senza nemmeno rendermene conto un pezzo della mia nuova Vita, dando originalità e un tocco d’amore aggiuntivo alle mie biglie sugose. Non avete capito a cosa mi riferisco? Ma ai Taralli, ovviamente… e alla loro Terra Madre che mi ha stregata. Ed un suo figlio in modo particolare.

Dedicata alla Puglia, dedicata al Mio Pugliese.

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Ingedrienti:

  • 250 g di lenticchie
  • 150 g di riso per sushi
  • 100 g  di tarallini al pepe ridotti in farina
  • 2 carote piccole
  • mezza cipolla rossa
  • 1 cucchiaino di liquid smoke (aroma affumicato)
  • 1 cucchaino di paprika affumicata
  • noce moscata qb
  • sale,olio,pepe di Sichuan qb
  • 1 cucchaino di aglio in polvere
  • passata di pomodoro

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Procedimento:

Pesare le lenticchie  e dopo averle pulite a dito metterle in  ammollo per  2 h circa. Passare alla cottura del legume mettendo le lenticchie in una casseruola con il doppio dell’acqua e una foglia di alloro e lasciar bollire per 1 ora circa fino ad assorbimento. Salare solo a fiamma spenta. Far raffreddare completamente.

Cuocere il riso con il doppio del peso e salare a fine cottura. Lasciar riposare anche questo.

In un mixer, ridurre dapprima in farina i tarallucci e poi, una volta svuotato, introdurvi le carote e la cipolla e tritare finemente. Aggiungervi ora: il riso freddo e colloso,le lenticchie asciutte e fredde,la paprika,sale,pepe,noce moscata,aglio e il fumo liquido. Mixare grossolanamente. Per ultima, aggiungere la farina di taralli e mixare di nuovo.

Una volta ottenuto un composto compatto,ritirare in frigo a riposare per almeno 30 minuti.

Trascorso il riposo,confezionare le polpette che andranno rosolate in una padella antiaderente con olio caldo e a fiamma bassa per 15 minuti. Ritirarle dal fuoco e appoggiarle provvisoriamente in un piatto. Nella stessa padella, riscaldare la passata di pomodoro in cui andranno calate le polpette. Far asciugare il sugo per 5 minuti a fiamma vivace e girando spesso. Terminare con una sploverata di prezzemolo e di origano salentino e servire calde accompagnate da un fumante puré come vuole la tradizione.

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Ragù di lenticchie

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Ingredienti:

2 gambi di sedano
2 carote
una grossa cipolla
uno spicchio di aglio
150gr di lenticchie rosse decorticate
200ml di polpa di pomodoro
100ml di vino rosso
un cucchiaio di aceto balsamico
400ml  di acqua
2 cucchiai di olio evo
un mazzetto odoroso(maggiorana, santoreggia, salvia, una foglia di alloro, qualche ago di rosmarino, origano)
la punta di un cucchiaino di cannella
3 bacche di ginepro
3 chiodi di garofano
sale
pepe

Procedimento:

Tagliare finemente le verdure e farle rosolare in un tegame con l’ olio evo. Aggiungerele lenticchie e sfumare col il vino. Unire il pomodoro e l’ acqua e lasciar sobbollire per tre quarti d’ ora circa. Aggiungere poi gli odori(tritati finissimi) , le spezie, l’ aceto balsamico e lasciar andare un’ altro quarto d’ ora circa. Se vedete che si asciuga troppo aggiungere se necessario acqua poco alla volta. Aggiustare di sale e pepe.

 

 

 

 

Besciamella

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Ingredienti:

400g di latte di avena
30g di farina di riso
2 cucchiai di olio evo
noce moscata
sale e pepe

Procedimento:

Stemperare la farina di riso nel latte in modo da non formare grumi. Cuocere a fiamma vivace mescolando spesso, per evitare che si attacchi sul fondo. Quando risulterà una bella crema densa spegnere, aggiungere l’ olio e una generosa grattata di noce moscata. Aggiustare di sale e pepe.

 

 

Purè di patate

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Ingredienti:

patate

olio evo

panna di riso

noce moscata

sale

pepe

Procedimento:

Lessare le patate scolare e schiacciare con cura. Mettere le patate in un tegame salare e aggiungere la panna di riso, l’ olio e la noce moscata assaggiando in corso d’ opera in base ai propri gusti. Cuocere brevemente per due o tre minuti.

P.S. Per i palati più raffinati al posto dell’ olio evo si può usare del burro di arachidi.

 

 

 

QUICHE SPIRALE

20150620_160846Dopo tempo immemore,torno nella mia cucina virtuale. Di cose ne son successe tante,di acqua sotto i ponti ne è passata a ondate… di cui una anomala,imprevista che mi ha lasciata ,per un attimo lungo un’infinità, senza fiato. La vita che giorno dopo giorno sembra ripetersi uguale come se fosse costruita di piccoli tasselli con la stessa forma e gli stessi colori, la giornata farcita di soliti déjà vu che tu ti affretti di concludere al più presto per avere almeno il sollievo e l’evasione del sogno ( se mai questo ti fa visita nel sonno,cosa per me rara)…ecco, tutto questo ERA  fino ad Agosto. Poi la routine si frantuma come cristallo sotto i piedi. E te barcolli perchè stai per perdere il tuo baricentro di quotidianità piatta ma sicura. Il primo grande terremoto della mia Vita si è fatto sentire. Eccome! E come quando la terra borbotta e si scrolla coi terremoti veri che colgono sempre,ahimè , di sorpresa, così anche lo sconquassamento agostano mi ha destabilizzata e trovata impreparata. Ma, capiamoci subito e bene, si tratta di quella faglia sotto il tuo percorso di esistenza grama e grigia che tutti attendono e bramano.Parlo di quella Cosa che cambia il tuo cammino per sempre. Ti si affianca al tuo sentiero quello di un Altro Essere. Iniziano gli incroci e le deviazioni,perdi la tua bussola interna. Ti sconvolge . Ma anche ti rigenera come la brezza marina pungente . Ti scardina il cuore,forzandolo con mano di velluto. Districa con maestria i rovi che lo hanno cinto e protetto per lungo tempo. Come un serpente,divincolandosi tra le mie paure, si è intrufolato dentro. Ed io non ho opposto resistenza perchè non HO VOLUTO. Ed una volta dentro, ha iniziato subito a colorare le pareti del cuore,a ingentilirlo con rose rosse, a spazzare via la polverosa mole di tristezza e ansia che lo abitavano da sempre. Ho un NUOVO INQUILINO dentro al cuore. Ci si è accasato con forza e testardaggine. Io lo accolgo col sorriso sulle labbra e le guance rigate di lacrime. Finalmente. Ora chiudo a chiave la porta del mio Cuore. A doppia mandata. Lui dentro con me. Il mondo fuori.

Ora vi lascio una deliziosa torta salata da sfoggiare nelle occasioni più formali o ad una festa. E’ divenuta il mio cavallo di battaglia salato. Perchè a spirale? Perchè è trendy e poi… è immagina concreta e masticabile della mia testa ora: una spirale ipnotizzante!

  QUICHE  SPIRALE

Per la brisée:

  • 200 g di farina metà 0 metà T2
  • 70 g di olio di germe di mais o di riso
  • 50 ml di acqua fredda
  • sale marino qb
  • 1 pizzico di bicarbonato

Pastella interna:

  • 50 g di farina 0
  • 2 cc di fecola
  • 250 ml di latte veg a scelta non dolcificato
  • 100 ml di panna da cucina veg ( io di mandorla o di riso,molto dense)

ripieno aggiuntivo a scelta:

verdure tagliate per il lungo,cubetti di formaggio vegetale, dadini di tofu o seitan affumicato,erba cipollina,piselli scottati e chi ne ha più ne metta.

Preparare la brisèe semplicemente mescolando le farine setacciate con il sale,il bicarbonato e aggiungendo i liquidi freddi a filo.Impastare brevemente x non surriscaldare e porre la palla ottenuta in frigo o nel freezer.

In una ciotola mescolare gli ingredienti per la pastella evitando la formazione di grumi e in conclusione inserire il ripieno scelto e freddo.Aromatizzare a piacere.

Riprendere la brisée dal frigo e aiutandosi con un velo di farina,stenderla velocemente e rivestirvi una stampo a cerniera di 22 cm di diametro , già oleato e infarinato.Inserirvi il ripieno impastellato e cuocere in forno a 180 °C per 40 minuti. Servire fredda o tiepida.

 

LATTE BRASILIANO

DSCN1537E’ passato del tempo dalla mia ultima pubblicazione. Tempus fugit. Così si dice, ed è vero. Tempo speso tra mille attività,pensieri,paturnie,risate e racconti. Tempo di esperimenti: non mangerecci, ma umani. Ci sono esseri umani, come canta qualcuno, che veramente non hanno la minima idea di quale grave responsabilità porti con sè quell’aggettivo. Cosa vuol dire essere umani se non essere empatico con il prossimo, socievole,rispettoso dell’altrui libertà di pensiero ed azione, e rispettoso sopratutto della diversità di carattere ed opinioni? Cercare l’altro non dovrebbe implicare solo bramarne la fisicità, ma pizzicarne le corde del dentro in modo tale da comporre una melodia che leghi le persone. Il difficile sta nel far combinare il perfetto musicista con la sua propria chitarra!

Poi , quando t’inoltri in un sentiero buio di rassegnazione, incontri persone totalmente nuove e rinnovate dal profondo che ti  ridonano l’illusione che, in fondo, la possibilità di redenzione c’è per tutti.

Ecco, queste sono le tediose conclusioni cui sono giunta finora. Ma l’estate, che come si sa, è tempo proprizio per esperimenti e prove di socialità…è appena alle porte ERGO… ne avrò tante da raccontarne. Almeno farò in modo sia così.

Ora per risollevare un po’ le sorti del post che sta diventando anche troppo “filosofico” per i miei gusti…cavalcando l’onda della mia attuale saudade brasiliana…vi appioppo la ricetta di un latte CREMOSO,VELLUTATO e straricco di nutrienti preziosi. Perchè brasiliano? Ma chiaro: è una bella mungitura di noci del brasile!

Le noci del Brasile sono i frutti della Bertholletia excelsa, un vero monumento della natura, un grande albero che cresce spontaneamente nella foresta: è alto anche 50 metri, vive per più di 300 anni, non si può coltivare in altre zone per la mancanza degli insetti impollinatori e viene disseminato da un unico roditore, l’agouti, che riesce ad aprire le capsule legnose contenenti le 15-20 vere e proprie “noci”.

Cresce soprattutto nelle zone amazzoniche di Brasile, Perù e Bolivia. Questa pianta viene definita eco-sostenibile perchè l’albero deve la sua esistenza alla sopravvivenza del bosco amazzonico. Infatti produce il frutto soltanto se non rimane isolato dal bosco; se ciò accade cessa di produrre, secca e muore. E’ indispensabile che la foresta continui a esistere per quest’albero(anche per l’ambiente e tutti noi) gli alberi delle Noci Amazzoniche sono minacciati sempre più dall’apertura di aree pascolive per l’allevamento di bovini, dalla trasformazione del territorio per incremento dell’agricoltura, dalla bassa rinnovazione della pianta fuori dall’ ecosistema del bosco amazzonico primario.

Le noci del Brasile sono delle vere bombe proteiche e preziose fonti di energia.  Sono apprezzate, come altri semi oleosi, per l’elevato contenuto di vitamina E e di acidi grassi polinsaturi, ma si distinguono soprattutto per l’altissimo contenuto di selenio.
Per comprendere appieno l’importante contributo che questi semi danno al nostro organismo basta pensare che gli esperti raccomandano un’assunzione giornaliera di selenio pari a 200 microgrammi, ovvero la quantità contenuta in appena 2 noci del Brasile.
Questo minerale è un potentissimo antiossidante e combatte i radicali liberi, causa dell’invecchiamento oltre che di diverse patologie. Ha inoltre effetti antitumorali,  antivirali e immunostimolanti. Le popolazioni amazzoniche se ne cibano da sempre.Le noci del Brasile sono delle vere bombe proteiche e preziose fonti di energia.

Sono apprezzate per l’elevato contenuto di vitamina E e di acidi grassi polinsaturi ma, a distinguerle dagli altri semi oleosi (altrettanto ricchi di sostanze nutritive), c’è soprattutto l’altissimo contenuto di selenio.
Per comprendere appieno l’importante contributo che questi semi danno al nostro organismo basta pensare che gli esperti raccomandano un’assunzione giornaliera di selenio pari a 200 microgrammi, ovvero la quantità contenuta in appena 2 noci del Brasile.

( fonte:Ambientebio)

LATTE BRASILIANO CRUDO

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  • 200 g di noci del Brasile faitrade
  • 1 lt di acqua a basso residuo fisso
  • sale q.b a piacere
  • vaniglia a piacere
  • agave q.b ( se lo si vuole dolce)

Far ammollare una notte le noci. Il giorno seguente,una volta scolate, frullarle con l’acqua e gli altri ingredienti scelti . Consiglio di usare un frullatore potente in modo da ridurre bene in poltiglia la massa delle noci.Versare il latte candido in una caraffa filtrandolo con un colino a maglia fitta rivestito da una garza da alimenti.Conservare in frigo ma consumare entro 4 giorni.

Io lo uso per rendere cremosi frullati,per mantecare risotti o sorgotti, per impreziosire torte o altri dessert. Ed anche come base per un gelato fatto in casa non lo vedo male affatto!

Con l’okara, ovvero la poltiglia di scarto, le possibilità di re-impiego sono infinite: biscotti crudisti e non, torte raw e non, per arricchire paste magari rifrullandola con delle verdure, come parte grassa di un dressing , secca come base di un grana veg…insomma…innumerevoli.

E vai di baffoni bianchi!!!!

PESTO PREZZEMOLO LIMONE E MENTA

DSCN1521Son giorni molto movimentati in casa, sopratutto per la sottoscritta: studio,allenamenti,lavoretti vari e vita vissuta che s’ha da vivere e non posso demandare ad altri,ovviamente. La voglia di spignattare e librarmi tra i fornelli é da un po’ latitante.Le ispirazioni sono ancora innumerevoli, non vi preoccupate. Però il richiamo del Sole e del suo Calore comincia ad essere imperante e quasi tirranico: ho desiderio di aria, di tepore, di brezza e di leggerezza. Fuori così come dentro.Negli ultimi due mesi mi sto scoprendo come non mai con persone nuove e mi sto “destrutturando”, tanto per usare un termine culinario. Sto affrontando una demolizione interiore cercando di liberarmi da sovrastrutture mentali forzate e inveterate. Forse ne uscirà una persona completamente nuova, o forse una vecchia ma ripulita da storture e brutture. Forse non più sola, ma cinta da varie persone ciascuna con la sua funzione nel mio cammino. Forse. Chissà che finalmente non sia primavera pure per me?

E per saziare la mia brama di freschezza , ho pensato ad un veloce pesto: frizzante,diverso e cremoso adatto sia per condire un primo di pasta o cereale o per esaltare una fetta di buon pane casereccio tostato o anche , perchè no, per gustare delle crudité croccanti.A voi la scelta e la prova !

PESTO PREZZEMOLO,MENTA E LIMONE

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  • 40 g di prezzemolo
  • 25 g di menta piperita o selvatica
  • 15 g di lievito alimentare
  • 40 g di olio evo
  • buccia grattata di un limone bio
  • succo di mezzo limone bio
  • 50 g di semi di girasole lievemente tostati
  • sale rosa qb

Frullare tutto evitando il surriscaldamento delle erbe. Consiglio di tostare i semi e/o i pinoli usati in modo da esaltarne i sapori e consentire la più facile fuoriuscita dei loro olii naturali. Buon appettito!

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