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MISTERY BOX # 3

Non mi ricordo nemmeno quando è stato fatto questo nostro giochetto…forse oramai un mese e mezzo fa…E credo anche che sia strapassato il momento di mostrarvi ciò che la sottoscritta , Karin anche detta La Vergara, ha impastrocchiato realizzato in meno di 2 ore. Per una pianificatrice e pesatrice ossessivo-compulsiva come me, ritrovarsi a spignattare con ingredienti inattesi e non direttamente scelti si rivela sempre un’impresa ardua e  stimolante al tempo stesso. Qualcosa alla fine son riuscita a impiattare ma… vi preannuncio di già che le mie realizzazioni non mi hanno personmalmente soddisfatta nè nella presentazione né nel gusto…insomma la più spietata critica è stata KARIN medesima.Ma andiamo subito a vedere la scatola cosa conteneva:

misteri3 spesa

Nocciole,cipollotti,erbe aromatiche fresche e miste,arancio rosso,pera,mela,carciofo,patata,cavolfiore,birra belga e riso parboiled

Dopo i soliti 5 minuti di disconnessione spaziotemporale in cui mi si accozzavano idee malsane in testa,prendo i coltelli dal manico e mi adopero in qualcosa che nemmeno io so sotto l’attenta supervisione della mia sous-chef a 4 zampe, ben più perplessa della sottoscritta come potete ben vedere dalla foto:

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” sei sicura di quello che stai facendo? No perchè io qualche piccolo dubbio ce lo avrei…”

Tra taglieri ,tegami,cipollotti che mi fanno sgorgare lacrimoni stile Niagara falls…schiaffo le prime cose che mi trovo tra le mani…Decido di preparare un risottino con un tocco aromatico e crunchy…sì ok, ma poi con la frutta ed il resto? Una bella e semplice macedonia? no, troppo banale…opto per un antipastino. Grosso e tremendo errore: era meglio puntare su un fine pasto a me più consono ma oramai la battaglia è iniziata e va portata a termine. La giudichessa a marcia da generale e col sopracciglio arcuato soppesa ogni mio più impercettibile movimento.Annusa,guarda, lancia sguardi assertivi o interrogativi ma nulla trapela dalla bocca che presto sputerà il suo insindacabile giudizio.

Ed ecco le schifezze   cose  ( ok…non so come definirle…) uscite:

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Insalatina di rinforzo alle pere caramellate

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patate e mele pont-neuf al rosmarino e birra belga

misteri3 primo

risotto frappista al pesto di timo e nocciole

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E queste le valutazioni della giudichessa Betta:

ANTIPASTINO CALDO-FREDDO                  RISOTTO FRAPPISTA

CREATIVITA’:                                           7                                                        7

GUSTO:                                       patate 9 cavolo 6 1/2                                        9

PRESENTAZIONE:                                     8 1/2                                                   9

Ma sì,diciamolo pure con comodo….è stata fin troppo generosa.

Ora se proprio volete divertirvi…provate a giocare allo stesso gioco con gli stessi ingredienti e vediamo che ci cavate voi! Oppure tentate di realizzare i miei stessi piatti…così…a sensazione. Scoprirete nuovi sapori e nuove idee! perchè la cucina in fondo è questo: gioco,passione e libertà di espressione.

Alla prossima puntata!!!

MUFFINS FRAGOMELA sugarfree

DSCN1319Finalmente ci siamo!Le fragole, frutto primaverile per eccellenza, hanno iniziato ad inondare i banconi dell’ortofrutta e infilarsi in ogni piatto dolce o salato che sia. Preparatevi perchè il rosso fragola colorerà da qui innanzi parecchie ideuzze , non solo dolci, di noi 2 golosastre in verde. Vogliamo scoprire qualcosa in più su questo splendido rubino da prendere a morsi?

La fragola è nata in Francia ed ha origini molto antiche: la prima varietà coltivata risale agli inizi del Settecento. Appartiene alla famiglia delle Rosacee e il genere comprende circa 12 specie di cui solo due crescono spontanee in Italia. Il suo nome scientifico è Fragraria e deriva dal vocabolo latino fragrans (fragrante), proprio in virtù dell’aroma intenso sprigionato dai suoi frutti, soprattutto quelli che crescono spontanei nei boschi. Sapevate voi che le fragole sono in realtà un frutto aggregato? Ebbene, il vero frutto della piantina sono i semini posti sulla superficie della fragola stessa che altro non è se non un “ricettacolo naturale” di fruttini, chiamati Acheni.

Le fragole sono preziose per la  bellezza perché sono fatte al 90% di acqua; per questo idratano le cellule dell’organismo senza appesantirlo con troppe calorie. Le fragole sono anche ricche di enzimi capaci di attivare il metabolismo dei grassi aiutando il corpo a dimagrire con meno fatica. Sono anche ricche di fibre che aumentano il senso di sazietà, regolarizzano l’intestino e fanno assorbire meno grassi e meno zuccheri.E’  anche ricchissima di calcio, ferro e magnesio ed è consigliata a chi soffre di reumatismi e malattie da raffreddamento. Inoltre è particolarmente indicata per combattere il colesterolo: a tale proposito, l’Università di Davis in California sta cercando volontari per testare gli effetti benefici di una dieta regolare a base di questo goloso frutto sulle malattie cardiovascolari, infiammatorie e sul colesterolo e trigliceridi. L’acido salicilico in esse contenuto, oltre a risultare efficace contro la gotta, aiuta a mantenere sotto controllo la pressione e la fluidità del sangue. La fragola ha anche un alto contenuto di fosforo ed è utilizzata per le proprietà lassative, diuretiche e depurative. Le fragole sono anche buone fonti di acido ellagico, che è un efficace anticancro. Sono anche rinfrescanti, diuretiche, depurative e disintossicanti. Contengono infine lo xilitolo, una sostanza dolce che previene la formazione della placca dentale e uccide i germi responsabili di un alito cattivo.

Quindi riassumendo:

Le fragole sono antirughe e anticellulite…

Il contenuto di vitamina C delle fragole ( cinque fragole contengono una quantità di vitamina C pari a quella di un’arancia) favorisce l’assorbimento del ferro, utile per la formazione dei globuli rossi e per i muscoli, e la produzione di collagene, una proteina che previene le rughe e rafforza i capillari riducendo ritenzione idrica e cellulite.
Questa azione antiritenzione viene potenziata dal potassio, un minerale di cui le fragole sono ricche.

sbiancano i denti e rinfrescano l’alito..
...sono antiossidanti e mantengono giovani

Le fragole sono state inserite tra i super cibi che “mantengono giovani” nella speciale classifica ORAC (Oxygen Radical Absorbance Capacity) stilata dall’USDA (il dipartimento dell’agricoltura statunitense), per il contenuto record in sostanze antiossidanti benefiche per la salute.

…fanno bene al cervello

Alcune ricerche hanno dimostrato che, grazie al loro contenuto di acido folico, le fragole sono utili per il mantenimento della memoria.

Ora che abbiamo appurato che le fragole sono un portento di madre Natura…non ci rimane che mangiarle. Facciamoci 2 muffins , veloci, sani perchè senza zucchero e take away…adattissimi cioè per un picnic o una merenda in giardino durante una delle prime abbuffate di sole!

 MUFFINS FRAGOLE E MELA SENZA ZUCCHERO

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  • 200 g di farina tipo 0 o 2;
  • 1 cc di lievito bio
  • 1 cc di bicarbonato
  • 1 cc e 1/2 di aceto di mele
  • 80 g di agave
  • 50 g di olio di girasole estratto a freddo
  • 1 mela (metà da frullare e metà a cubettini)
  • 2 banane medie mature
  • 12 fragole
  • 1 cc di spezie cinesi (cannella,cardamomo,anice stellato,buccia di mandarino)

Frullare metà mela, le banane,l’agave ,l’olio e l’aceto e mettere da parte. Miscelare tutti i secchi in una ciotola e gradatamente aggiungere il frullatone preparato in precedenza mescolando bene. Solo all’ultimo, aggiungere al composto la mezza mela tagliata a dadini e le fragole anch’esse tagliuzzate.Dividere l’impasto nei pirottini da muffins aiutandosi con un dosatore per gelato e cuocere in forno già caldo a 170° C per 25-30 minuti.

DSCN1323Io consiglio di servirli con una bella spremutona di arance rosse tardive o con un bicchierone di milkshake … mandorla-fragola…tanto per rimanere sul ton sur ton !!!

FOCACCIA HEIDI

20150317_123338Quando si dice che la vita è come andare sulle montagne russe non ci si sbaglia. Passi istanti, giorni,anni sospesa nell’attesa che qualcosa accada… col fiato mozzato, stai dentro ad una bolla di aria e di tempo senza minuti. Non sai che aspettarti,che emozioni potrai vivere, quali ostacoli saltare in modo più o meno facile. Poi arrivi in cima, magari non quella più alta e non quella che ti aspettavi ma ci sei. Il vuoto sotto che non conosci. Le vertigini ti strozzano e ti accecano.Ma non puoi più tirarti dietro.Sei sul ciglio: o ti lasci andare e ti butti ad occhi chiusi facendoti  elettrizzare dall’adrenalina oppure rimarrai lì , sul ciglio, per l’eternità. La verità è che nella vita e nella tua Storia non c’è mai tempo per decidere. Tuffarsi è la sola Legge. E quando finalmente lo capisci, ecco è lì che inizia il divertimento. E’ lì che inizi a sentire la Vita. Ed il mondo intorno cambia perchè te lo cambi. Io? Mi sono buttata. Ma la cosa strana è che ancora non ho avuto le vertigini.

Questo incipit molto introspettivo per tediarvi un po’ e per farvi sudare la ricettozza seguente,apparsa sui social qualche settimana fa. Non odiatemi se non sarò più così assidua nel postare ma ho preso alcuni impegni lavorativi che mi riempiranno le giornate e tutta la primavera e l’estate. Intanto cercherò di farmi perdonare con un bel mq di focaccia dagli accostamenti alpini. E voi? Ci siete sulle montagne russe??

FOCACCIA CIPOLLA MELE E PATATE

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  • 250 g PM rinfrescata la sera prima
  • 250 di purea di patate lesse
  • 30 g di malto di orzo
  • 70 g di olio evo
  • 200 g di latte di avena
  • 250 g di farina W400
  • 250 g di semola di grani antichi
  • sale circa 15 g

Ho semplicemente inserito nell’impastatrice la pm sciolta nel latte di avena, malto e olio ed il resto degli ingredienti sopra. Ho lasciato impastare fino a quando la massa non è salita un pochino sul gancio e poi aggiunto il sale e fatto impastare di nuovo. Ho messo poi a lievitare in un luogo caldo e umido (io forno con la luce accesa e pentolino di acqua bollita) per almeno 8 h facendo delle pieghe a libro ogni 3 h circa. Dopo l’ultimo riposo, ho steso l’impasto in una teglia oleata e lasciato lievitare ancora 1 h. Ho poi farcito con una patata a rondelle sottili, una mela dolce a spicchi e della cipolla precedentemente tagliate e marinate con olio,sale,pepe e timo fresco. Ho cotto la focaccia in forno al max della temperatura prima sotto e poi sopra il tutto per circa 30 minuti. Strana ma goduriosa!

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BOSTRENGO DEI NONNI

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“Piov e neng, tutt l’vecchie fann el bostreng “
Continuano i miei scavi archeogastronomici marchigiani. E questa volta ad essere riesumato da una qualsiasi credenza polverosa di una qualsiasi nonnina  della mia regione è un dolce, anzi…pardon…IL DOLCE .

Detto anche fristingo, frostengo, pistingo, bostrengo è uno dei pochi dolci che hanno un numero così elevato di nomi a seconda della provincia. È un dolce diffuso in gran parte delle Marche. Nato come piatto povero, la frutta secca costava poco e recuperava il pane raffermo, è oggi al contrario abbastanza costoso. Vanta un vasto repertorio di ingredienti che varia in ogni ricetta, ne esisterebbero addirittura 22 varianti, noci, mandorle, fichi secchi, talvolta farina di mais, pane raffermo, cedro candito, succo d’arancia, scorza di limone, uva sultanina, olio d’oliva, cannella, rhum, cacao, caffè, vino bianco secco e mosto cotto. Si presenta di 5 centimetri di altezza e non tanto lungo tanto da sembrare un pezzo di dolce o un torrone un po’ alto.E’ un tipico dolce da credenza,appunto, compatto e tendente all’essicazione diciamo naturale ma adattissimo ad essere ammorbidito se pucciato in una tazzona di latte ( veg,ovviamente!) fumante: s’imbibisce perfettamente tanto da scoppiarti in bocca con i suoi mille gusti e sapori. Ed ora qualche cenno storico che non guasta mai:
Le origini del frustingo risalgono addirittura al sec. XIII e si riporta che nelle Marche esisterebbero addirittura 22 modi diversi di preparare questo straordinario dolce molto calorico, ma gustoso. Nato come piatto povero realizzato utilizzando frutta secca, un tempo poco costosa perché abbondante in campagna, e altri ingredienti che avanzavano (farina, pane raffermo), il fristingo è oggi uno dei dolci più costosi proprio per l’elevato costo dei singoli ingredienti. Lo zucchero nelle ricette originarie era presente in quantità minime proprio perché costoso.
Il nome deriva dal termine latino “frustum” che significa “pezzetto, tozzo”, perché in effetti si presenta di 5 centimetri di altezza. Si trova significato di “frustum”, anche “povero”. Anche detto Fristingo, frustingo (Ascoli), frostengo (Macerata), pistingo (basso maceratese), bostrengo (nel Montefeltro e pesarese), frustingolo.
Ed ora vi svelo il proverbio:”Piov e neng, tutt l’vecchie fann el bostreng “, cioè: piove e fà la neve, tutte le vecchie fanno il bostrengo. Significa che si tratta di un dolce per le occasioni eccezionali, così come è eccezionale veder piovere e nevicare contemporaneamente.
Bene, avete capito che ci troviamo di fronte ad una delle pietre miliari dell’antica cucina marchigiana perciò…con fare serio ed ossequioso ci accingiamo a vederne la preparazione.
                                                      IL BOSTRENGO
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  • 400 g di farina
  • 200 g di farina di mais fioretto
  • 1 panino raffermo bollito in acqua (io 200 g di pane integrale homemade raffermo)
  • 100 g di riso lessato
  • 100 g di uvetta ( io mirtilli secchi)
  • 100 g di fichi secchi tagliati in piccolissimi pezzetti
  • 100 g di noci tritate a coltello
  • buccia grattata di un’arancia ( io 35 g di cacao )
  • 1 mela tagliata a fettine
  • 150/200 g di zucchero ( io di canna )
  • 1 bicchiere di mosto cotto o sapa o malto o agave (circa 200 ml)
  • 1 bicchiere e 1/2 di latte di avena ( o riso)

Frullare il pane bollito e freddato con il mosto,lo zucchero e il latte. Mescolare poi semplicemente tutti gli ingredienti e porre in una teglia dai bordi bassi unta.Cuocere in forno un’ora a 200°C. Tolto dal forno, va fatto freddare completamente e poi tagliato a losanghe o spolverato di zucchero a velo.

Insomma…ma vi siete accorti che gli anglosassoni pure questa ci hanno copiato? Questo dolcione infatti è , a mio avviso ed in qualità di sovraintendente agli scavi, l’antenato degli attuali brownies. Che ne pensate? Non è così? Diamine, ci scopiazzano sempre tutto ‘sti ammerigani…

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LE MELINE

DSCN1087Non sono una maestra dell’arte bianca, ovvero della pasticceria, ma è la materia che più mi affascina, mi ha affascinata da piccola quando ho iniziato a pasticciare e sfornare pesanti mattoni gialli che costringevo tutti a mangiare, pena durevoli musi lunghi sfianca-mamme.E sicuramente chi mi ha trasmesso questa innata propensione per il dolce, la precisione ed il rigore nel confezionare biscotti e via dicendo è stata mia nonna paterna,la Omi, come la chiamavo e la chiamo tuttora. Apparentemente granitica e rigorosa,saldamente attaccata alle sue rigide regole, in realtà partecipe alle gioie e anche alle ansie della mia famiglia seppur lontana km e km . Solo le nonne sanno, quando non parli, solo le nonne,riescono a allineare i battiti del loro cuore a quello dei nipoti, solo le nonne insegnano anche quando sgridano,solo le nonne ridono quando piangi e piangono quando ridi. Solo le nonne  creano fantastici ciambelloni che le nipoti non riescono nemmeno a replicare nei sogni. Solo le nonne sono il giorno di ieri con gli occhi amanti del Domani. Solo le nonne.

In queste tortine, da un boccone e via,  si uniscono i 3 elementi che per me ricorderanno sempre la Omi: mele,cannella,vaniglia. ed intanto la saluto,assaporandone una a piccoli pezzi..e ben seduta sulla sedia! 😉

                                                    TORTINE MELINE

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  • 200 g di farina di farro;
  • 100 g di zucchero di canna;
  • 1 cc di bicarbonato;
  • 1 cc di lievito;
  • 1 Cucchiaio di aceto di mele;
  • 1 cc di vaniglia del Madagascar in polvere;
  • 1/2 cc di cannella;
  • 65 g di olio di  girasole estratto a freddo;
  • 120 ml di sciroppo di lavanda ( sostituibile con latte di mandorla/avena o succo di mela);
  • 130 ml di acqua;
  • 1 mela;
  • granola o riso/farro soffiato/o muesli per la guarnizione.

Come al solito: mescolare in una terrina le polveri tra loro e in un’altra i liquidi.Unire i 2 e mescolare con una frusta a mano.Aggiungere la mela tagliata sottile e versare in uno stampo da muffins rivestito da pirottini che andranno riempiti per 3/4.Guarnire a piacere. Io nello specifico ho usato la mia granola che ha conferito un guscio croccante e vivace al cappello della tortina.Infornare a 175 °C per circa 25 minuti in forno statico.Lasciar freddare completamente su una griglia prima di pucciarli in una bella fumante tazzona di thé o in una profumata tisana all’anice stellato.

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SCRIGNI CROCCANTI NOCCIOLE E MELE

DSCN0846Altro dolcino superfast che ha conquistato il palato di una carissima e nuovissima amica di forchetta nonchè preparatissima (ammazza che abbondanza di superlativi!!) collega blogger . Un tortino molto stuzzicante alla vista, dal ripieno avvolgente e corposo …il tutto imprigionato in un guscio croccante e spiritoso di pasta phyllo. Anche con questo ho colpito il centro della gola di un onnivoro convinto ma non per questo recalcitrante allo scoprire nuovi piatti senza crudeltà al loro interno.
Eccoveli qua:

                                    SCRIGNI CROCCANTI NOCCIOLE E MELE:

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  • 3 mele piccole (renette più adatte alla cottura), succo di mezzo limone;
  • una confezione di pasta phyllo;
  • 150 g di farina di nocciole;
  • 50 g di zucchero;
  • 1 cucchiaio di latte d’avena;
  • 1 VEGG (fatto con 2 cucchiai di semi di chia polverizzati),
  • 2 cucchiai di panna di anacardi (fatta frullando anacardi ammollati una notte e frullati con acqua).

Tagliare le mele a tocchetti piccolissimi e cuocerle in un padellino solo con il succo di limone per appena 5 minuti, giusto per ammorbidirle.
Preparare la farcitura mescolando la farina di nocciole,lo zucchero,la panna,il latte e il vegg e regolando di densità (deve rimanere molto corposo perchè poi assorbirà l’acqua delle mele).
Nella tortiera da muffins oleata,porre delle strisce di pasta phyllo larghe 5 cm e lunghe 15 cm ca ad intreccio e in modo non preciso.Posizionare 2 cucchiai colmi di farcia in ogni fossetta e ricoprire con una parte delle mele.Richiudere ogni tortino in modo casuale.Terminare gli ingredienti (vengono 12 tortini precisi) e porre in forno a 180 °C fino a doratura completa.
Servire con una salsa inglese a specchio e volendo una colatura di caramello sopra al tortino. Bon appétit!

Torta di mele e noci

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Ingredienti:

200 g di farina

70 g di farina di riso

90 g di sciroppo di acero

50 ml di olio di semi

200 ml di acqua

Succo di mezzo limone

Scorza di limone grattata

Una mela grande o due piccole tagliate a fettine sottili

Noci

Una bustina di cremor tartaro

Procedimento:

Mischiare in una ciotola prima tutti gli ingredienti secchi (tenendo da parte il cremor tartaro),poi quelli liquidi, mischiare con l aiuto di un minipimer, poi agiungere il cremor tartaro, mischiare bene e versare in una tortiera. Aggiungere a piacere le noci spezzate grossolanamente e sopra mettere le fettine di mela a raggira. Infornare per circa 40 minuti tra i 150° e 180° (dipende dal forno)

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