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BARRETTE PROTEICHE AL CIOCCOLATO

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Siccome con mente e corpo non sto mai ferma e al momento sto nella mia fase “fit&healthy&homemadeisthekey”…ovvero sto intraprendendo il duro cammino che mi porterà ad essere una gnocca vegana dai glutei sottoscapolari 🙂 … dicevo… dato lo stato attuale della mia nuova strategia alimentare mi trovo a dover combattere con i macros giornalieri e a dover raggiungere una soglia proteica di una certa rilevanza. Così ho ideato ste barrette, che sembrano ora il cibo più cool e fighetto dei social. Io, scusate, me le fo da me nella versione più sana e golosa possibile. Mica posso svenarmi per comprare 50 g di roba! Siete d’accordo?

Eccovi le mie barrette perciò. Ottime come pre/post workout a seconda di come siete abituati ad assumere carboidrati e proteine nella giornata.

BARRETTE PROTEICHE AL CIOCCOLATO

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Ingredienti:

  • 385 g di farina di avena istantanea
  • 40 g di cocco rapè
  • 55 g di proteine in polvere gusto biscotto
  • stevia 1 cucchiaino
  • cannella 1 cucchiaino
  • 60 g di burro di arachidi
  • 90 g di datteri mazafati
  • 120 g di banana matura
  • 30 g di pistacchi al naturale
  • 15 ml di latte di riso
  • 150 g di cioccolato fondente

Preparazione:

Semplicemente: frullare tutti gli ingredienti tranne il cioccolato e mettere il composto a rassodare in frigo un’ora.

Formare le barrette o le energy balls , scegliete voi la forma e le dimensioni, e ricoprirle poi bene e su tutti i lati col cioccolato fuso. Dovreste ottenere circa 20 barrette o 40 palline.

Si conservano: in frigo per 1 settimana ed in freezer per 2 mesi.

Sono ottime mangiate congelate come un gelato!

Valori nutrizionali( a porzione):

C: 15,9 g

P:6,8 g 

G:8,2

kcal: 178

 

PANE DI SEGALE E FARRO

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Si avvicina lentamente l’autunno e con esso cambia la tavolozza di colori della Natura: dai rossi ed arancioni vibranti ed intensi che hanno dentro tutta la prepotente energia del sole si passa alle tonalità più rassicuranti e calma dei marroni , dei beiges e dell’arancione più sbiadito.

Ho voluto quindi salutare la nuova stagione prossima ventura, che io personalmente amo e attendo impaziente, con un salutare pane rustico e carico di salute.

Per chi non mi seguisse su Facebook , ora ho intrapreso un percorso di rieducazione alimentare che mi sta portando, non senza nuova estrosità da spendere, a rivedere ogni mia pietanza in chiave fit&healthy.

Non sto nemmeno a ribadire che il mio cibo è del tutto privo di crudeltà,come sempre e per sempre sarà. Tutto veg semper!

Questo filoncino lo considero adatto alla colazione,accompagnato dal del pregiato thè verde , da marmellata senza zucchero e da una fonte proteica indispensabile come yogurt o latte vegetali.

Vi lascio alla ricetta senza dilungarmi troppo.

 PANE DI SEGALE E FARRO

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  • 250 g di farina di segale
  • 250 g di farina di farro integrale
  • 300 g di licoli senza glutine rinfrescato con farina di segale ( in realtà si chiama “prefermento”)
  • 1 cucchiaino di malto di orzo
  • 10 g di sale rosa
  • 60 g di semi di zucca
  • circa 300 ml di acqua

Procedimento:

porre nell’impastatrice prima gli ingredienti secchi tranne il sale e poi quelli umidi. Iniziare ad impastare. per ultimo aggiungere il sale. Impastare per 30′. Far lievitare 1 h. Rimaneggiare l’impasto senza sgonfiarlo e farlo lievitare ancora 3 h,coperto e nel forno spento.

Formare il filoncino,metterlo in una teglia da plumcake e far gonfiare ancora 1 h.

Cuocere per 50-55′ a 200°C e tagliare solo da freddo.

GELATO AL TAHIN e CIOCCOLATO

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Finalmente, dopo aver quasi abbandonato la mia collega di blog a se stessa, ritorno a pubblicare una mia ricetta. Non che non abbia cucinato, si capisce. Ma il turbinio della vita quotidiana, gli andirivieni da e per Roma, le commissioni giornaliere ed un piccolo lavoro iniziato mi hanno tenuta lontana dalla tastiera del pc e dalla possibilità di concretizzare in un nuovo articolo una delle mie tante creazioni molte delle quali sono rimaste degli unicum non fotografati e non ricettati.

Però, per farmi perdonare, pago il fio della mia lunga assenza con una ricetta golosa,semplice ed estiva… che più estiva non si può. Ebbene sì, il SIGNOR GELATO. Io l’ho realizzato con la mia gelatiera insostituibile ma con opportuni accorgimenti e con un po’ di tempo è fattibile anche in modo ancora più manuale.

GELATO AL TAHIN E CIOCCOLATO

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  • 50 g di tahin chiaro
  • 50 g di cioccolato fondete
  • 600 ml di panna da montare di soia
  • 30 g di cacao amaro

Procedimento:

in 200 ml di panna ( ovvero una confezione) sciogliere il cioccolato fondente a fiamma dolce. Una volta sciolto, frullare questo ed il resto degli ingredienti con il frullatore ad immersione e  porre in frigo a riposare un’ora. Inserire poi nella vaschetta della gelatiera seguendo le istruzioni della casa madre.

Appena fatto, risulta mantecato e gonfio alla perfezione e dal gusto particolare. Servire con granella di nocciole, o sesamo o scaglie di fondente.

Provatelo davvero perché stupisce per la sua cremosità!

PANE QUOTIDIANO

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La vista e il profumo di un pane appena cotto ha un fascino romantico che trascende qualsiasi altra riuscita culinaria.
(Elisabeth Luard)

Pubblico questa ricetta così banale e rustica e profumata di casa dietro insistenza della persona più cara che ho al mondo. Più volte mi ha sollecitata a condividere questi miei lavoretti con la pasta madre ( di cui ho una vera collezione in frigo) ma io ho sempre tergiversato ritenendoli banali,poco originali,troppo grezzi sopratutto se paragonati alle magnificenze che creano talune e taluni esperti dell’arte bianca.

Mi sono decisa a farlo,ora, perchè ho capito la lezione che la MIA persona sta dandomi: tutto ciò che fiorisce dalle nostre mani, TUTTO,  trasuda bellezza e amore… tutto ciò che nasce figlio/a di passioni,esperimenti e momenti di prova delle proprie abilità,qualunque esse siano,  TUTTO è bello. Non c’è discrimine. Solo nella nostra singola testa alziamo sbarre e incastriamo in categorie: bello/brutto.

E quindi eccomi con un filone di pane casereccio,croccante, rustico e BELLO come quella MIA persona. BELLO  fuori e dentro. BELLO il pane. BELLO LUI.

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Ingredienti:

  • 500 g di farina tipo 1
  • 200 g di licoli bicentenario rinfrescato il giorno prima
  • 50 g di olio evo
  • 1 cucchiaino di malto d’orzo
  • 70 g di semi misti ( zucca,canapa,girasole,lino)
  • 15 g di sale rosa
  • acqua naturale qb

Procedimento:

Inserisco nel boccale della macchina del pane prima il licoli,l’olio ed il malto. Aggiungo la farina ed i semi e per ultimo il sale.Infine metto acqua gradualmente,aggiungendone poi durante la lavorazione se necessita.

Trascorsa un’ora e mezza dalla prima lavorazione,faccio il primo giro di pieghe. Dopo 3 h ripeto con un altro giro di pieghe e lascio lievitare ancora coperto e nel forno spento. Dopo altre 4 h, faccio la forma del pane e lo metto nel cestino da lievitazione a crescere ancora un’ora.

Per la cottura: inizio a 250 °C e abbasso a 220 °C dopo 10 minuti. Abbasso ancora a 200°C dopo altri 10 minuti e porto a termine la cottura che in tutto si aggira sui 50 minuti. Pongo infine a raffreddare qualche ora su una grata.

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Coppette Mimosa

DSCN1757Si avvicina veloce una ricorrenza annuale: la Festa Internazionale delle donne. Negli anni è diventata come  altre date, fonte di business mascherato sotto le spoglie di fiori,bigliettini,gadget improbabili. E il tutto ne ha sepolto le origini,la storia che ne è alle spalle,vera o fantasiosa che sia ( vedi incendio nella “inesistente” fabbrica Cotton di New York).

Non dovrebbe essere necessario rammentare quali ciclopiche fatiche le donne hanno dovuto patire e affrontare per ottenere la semplice eguaglianza di trattamenti sul piano legislativo e lavorativo degli uomini. Eppure, nel 2016,ancora,dovremo sgranare gli occhi di fronte alle immagini che i tg ci mostreranno mentre noi trangugiamo avidamente il nostro piatto di pasta e verdura: donne violentate,uccise,record annuale,stalking,licenziamenti senza giusta causa,morti per parto,prostituzione,tratta di schiave.

Se proprio dobbiamo ricordare, chiudiamo le palpebre e ricordiamo quei volti ignoti   e scusiamoci , noi ragazze, per quelle che non hanno mai avuto in dono o non riceveranno più le mimose l’8 marzo.

Ed ora, per chi tra noi femminucce ha deciso di autofesteggiarsi e coccolarsi,ecco una delicata e gustosa proposta monoporzione . Da sfoggiare ad una cena con le amiche o da assaporare lascivamente sulla chaise longue di casa ( per chi è fortunata ad avercela!).

Ingredienti per il pandispagna SZ:

  • 560 g di farina tipo 2
  • 40 g di farina di cocco
  • 460 g di latte vegetale di riso e cocco
  • 240 g di olio vegetale
  • 20 g di lievito biologico al cremor tartaro
  • 240 g di succo di agave
  • 1 cucchiaino di curcuma

Ingredienti per la crema pasticcera :

  • 1 lt di latte di riso homemade
  • 100 g di mix tra farina di riso e maizena
  • 150 g di zucchero di canna dulcita in polvere
  • 150 g di succo d’agave
  • 1 lattina di latte di cocco grasso
  • 1 cucchiaino raso di vaniglia in polvere

Per completare il dolce:

  • 2 lattine di latte di cocco tenute in frigo una notte
  • 1 mango grande molto maturo

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Procedimento:

per prima cosa,preparare il pandispagna in questo modo: in una grande boule mettere tutti gli ingredienti secchi (farina,curcuma,lievito,farina di cocco) setacciati e miscelati e unirvi poi lentamente gli ingredienti liquidi precedentemente mescolati tra loro a parte. Il composto dovrà risultare colloso ma non troppo duro, in tal caso aggiungere acqua al bisogno. Stendere il composto sulla leccarda del forno rivestita di cartaforno e cuocere a 180°C per 35 minuti circa. Una volta pronto,lasciarlo freddare completamente su una gratella e poi tagliarlo a strisce sottili a mo’ di savoiardi.

Passare alla crema: in una pentola larga dal fondo spesso, mettere il mix di farine,lo zucchero, la vaniglia in polvere e l’agave e mescolare per sciogliere eventuali grumi. Aggiungere a filo tutto il latte sempre mescolando. Portare sul fornello e cuocere dolcemente sempre mescolando. Quando la crema si sarà rappresa e inizierà a fare pluf pluf,spegnere. A fuoco spento, aggiungervi la parte grassa solamente della prima lattina di latte di cocco. Mescolare ancora e far raffreddare prima fuori e poi dentro al frigo. E’ consigliabile preparare sia la crema che il pandispagna il giorno prima.

Passare alla montatura della panna di cocco: con estrema delicatezza, prelevare con l’ausilio di un cucchiaio solo la parte solida delle 2 rimanenti lattine di latte di cocco e montarle con aggiunta facoltativa di 2 cucchiai di zucchero a velo con le fruste elettriche facendo incorporare aria.

Tagliare il mango maturo a dadini minuscoli e condirlo con un paio di cucchiai di zucchero o di agave per formare il succo che servirà a bagnare il pandispagna.

Terminare la chantilly al cocco incorporando dal basso verso l’alto la panna di cocco montata alla crema fredda.

Montaggio del dolce: come di consueto, alternare strati di pandispagna imbevuto di succo di macerazione con crema chantilly, mango fresco e così via. Completare la superficie con del pandispagna sbriciolato e mescolato a chips di cocco. DSCN1758

Polpette affumicate

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Le polpette sono un passepartout invincibile: riescono a quietare gli animi e le bocche,mettono d’accordo grandi e piccoli, rappresentano forse la più potente e invisibile arma diplomatica a disposizione delle nonne e delle mamme. Risolvono una cena o completano il pranzo domenicale. Sono camaleontiche: dentro può esserci il mondo vegetale ben camuffato agli occhi. Esplodono in bocca in un sol morso e ti rimandano alla pace dei tempi che furono… quando lo stress era solo una strana parola inglese lontana un braccio di mare dal nostro Mondo.

E così vi propongo la mia versione. E  siccome, come ho scritto poc’anzi, sono la firma della casalinga capace ai fornelli e hanno dentro tutto il gusto unico delle proprie case, io ci ho infilato senza nemmeno rendermene conto un pezzo della mia nuova Vita, dando originalità e un tocco d’amore aggiuntivo alle mie biglie sugose. Non avete capito a cosa mi riferisco? Ma ai Taralli, ovviamente… e alla loro Terra Madre che mi ha stregata. Ed un suo figlio in modo particolare.

Dedicata alla Puglia, dedicata al Mio Pugliese.

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Ingedrienti:

  • 250 g di lenticchie
  • 150 g di riso per sushi
  • 100 g  di tarallini al pepe ridotti in farina
  • 2 carote piccole
  • mezza cipolla rossa
  • 1 cucchiaino di liquid smoke (aroma affumicato)
  • 1 cucchaino di paprika affumicata
  • noce moscata qb
  • sale,olio,pepe di Sichuan qb
  • 1 cucchaino di aglio in polvere
  • passata di pomodoro

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Procedimento:

Pesare le lenticchie  e dopo averle pulite a dito metterle in  ammollo per  2 h circa. Passare alla cottura del legume mettendo le lenticchie in una casseruola con il doppio dell’acqua e una foglia di alloro e lasciar bollire per 1 ora circa fino ad assorbimento. Salare solo a fiamma spenta. Far raffreddare completamente.

Cuocere il riso con il doppio del peso e salare a fine cottura. Lasciar riposare anche questo.

In un mixer, ridurre dapprima in farina i tarallucci e poi, una volta svuotato, introdurvi le carote e la cipolla e tritare finemente. Aggiungervi ora: il riso freddo e colloso,le lenticchie asciutte e fredde,la paprika,sale,pepe,noce moscata,aglio e il fumo liquido. Mixare grossolanamente. Per ultima, aggiungere la farina di taralli e mixare di nuovo.

Una volta ottenuto un composto compatto,ritirare in frigo a riposare per almeno 30 minuti.

Trascorso il riposo,confezionare le polpette che andranno rosolate in una padella antiaderente con olio caldo e a fiamma bassa per 15 minuti. Ritirarle dal fuoco e appoggiarle provvisoriamente in un piatto. Nella stessa padella, riscaldare la passata di pomodoro in cui andranno calate le polpette. Far asciugare il sugo per 5 minuti a fiamma vivace e girando spesso. Terminare con una sploverata di prezzemolo e di origano salentino e servire calde accompagnate da un fumante puré come vuole la tradizione.

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PANDORO VEGANO semplice

foto 2 pandoroIn tutti i social,impazzano le gare a chi presenta il pandoro od il panettone più arioso,più giallo,con migliore alveolatura,più fragrante, più dolce,sfogliato,non sfogliato,del tal maestro Pinco Pallino o della tal foodblogger Sempronia. Potevo io, me medesima, non lasciarmi coinvolgere in tale simpatica competizione fatta di burri vegetali più o meno osannati o discussi, di discorsi Alti ed Aristocratici sulla forza delle farine, sull’elasticità olimpionica delle maglie glutiniche? Giammai!

Quest’anno poi ho di fronte un periodo di vacanze natalizie ( mai tanto sognato e guadagnato) estremamente lungo e denso, spero, di momenti felici di intimità stretta familiare e sopratutto straricco di istantanee lunghe quanto l’infinito da trascorrere con l’altra metà del mio cuore.Quindi, visto che ho deciso di regalare golosità a tutti quelli che in quest’annata hanno contribuito, ciascuno a suo modo, alla mia crescita personale,  devo allenarmi con impasti, puntature e pirlamenti (?) . Oibò, chissà come si dirà!

Sono elettrizzata,euforica e gonfia di aspettative positive. Un po come lo siete voi ora…impazienti di leggere la ricetta del mio Pandoro che ha suscitato parecchi applausi virtuali.

Prima di procedere, desidero rendere grazie a chi mi ha dato una mano a distanza nelle varie fasi o semplicemente contribuito con suggerimenti.

Ringrazio Cinzia Raciti,da cui ho preso spunto per la realizzazione del burro vegetale; ringrazio Daniela di Giuseppe che mi ha suggerito l’uso del mix aromatico. Last but not least, un bacio a LUI che mi insegna a parole, e con le sue abili mani di panificatore, i segreti dell’arte Bianca.

Vi premetto che le dosi sono per un pandoro di 1 kg. E vi premetto, inoltre, che per la buona riuscita del prodotto è indispensabile avere a disposizione una pasta madre arzilla, rinfrescata per una settimana ogni giorno e 3 volte consecutive poco prima di iniziare l’avventura pandoresca.Usate sempre per i rinfreschi una farina di forza con W>380 che sarà la stessa che userete per il pandoro stesso.

PANDORO VEGANO

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mix aromatico ( da prepararsi un mesetto prima):

  • 400 g di malto di riso
  • bacche di vaniglia bourbon
  • buccia essiccata di agrumi misti( arancia,mandarino,cedro,bergamotto)

Semplicemente, mescolate il tutto in barattolo e mettete in frigo fino a consumo completo.E’ ottimo per qualsiasi tipo di dolce intendiate fare.

Burro vegano (ispirato al burro vegetale di Cinzia Raciti-Alchimie Vegane):

  • 100 g di burro di cacao
  • 100 g di olio di riso
  • 50 g di olio evo
  • 1 cucchiaino di lecitina di soia
  • 60 g di latte di mandorla al naturale

Fate fondere il burro di cacao a bagnomaria e nel frattempo in un boccale alto sciogliete la lecitina negli altri olii e nel latte. Montate con un minipimer e continuate a montare con movimenti dall’alto al basso mentre aggiungete a filo il burro di cacao sciolto. Si formerà una sorta di maionese che porrete in frigo per qualche ora. Trascorse almeno 3-4 h, rimontate ad immersione il composto che solidificherà raggiungendo la medesime consistenza di un burro fatto di latticini. Ponete in frigo in un contenitore quadrato e usate a vostro piacere. E’ ottimo per crostate,biscotti,dolci sfogliati e briosciati nonchè per mantecare risotti et similia.

Biga:

  • 300 g di pasta madre arzilla
  • 20 g di zucchero di canna a velo
  • 1 cucchiaino di lecitina di soia o girasole
  • 60 g di acqua

Sciogliere la lecitina nell’acqua e zucchero e solo successivamente aggiungervi la pasta madre  spezzettata e continuare a sciogliere il composto. Io ho usato la macchina del pane funzione impasti. Lasciar lievitare 1 h a temperatura media (27-28 °C).

Primo Impasto:

  • biga
  • 150 g di farina di forza ( io con W 400)
  • 50 g di zucchero di canna a velo
  • 75 g di pasta madre
  • 30 g di burro veg morbido
  • acqua quanto basta

Nella ciotola della macchina o della vostra impastatrice, inserire gli ingredienti esattamente in quest’ordine prestando attenzione alla dose di acqua: questa dipende da molti fattori quali umidità e tipologia di farina impiegata. Dovrete ottenere un impasto ancora pastelloso e molto idratato, quasi colloso. Non temete sia troppo liquido: non lo sarà.Lasciare lievitare al calduccio e coperto ancora un’ora.

secondo ed ultimo impasto:

  • primo impasto
  • 400 g di farina di forza
  • 150 g di zucchero di canna a velo
  • 1 cucchiaino di lecitina di soia
  • 2 cucchiaini colmi di vaniglia in polvere al naturale
  • 2 cucchiai colmi di mix aromatico
  • 1 pizzico di sale rosa
  • 1 bustina di zafferano
  • 1 cucchiaino colmo di curcuma
  • 140 g di burro veg freddo e ridotto in tocchetti per sfogliare

Nella ciotola della planetaria, sciogliere la lecitina nello zucchero, nel mix aromatico e insieme alla vaniglia ed allo zafferano e curcuma. Aggiungere il primo impasto e a poco a poco la farina. Fate incordare a bassa velocità. Solo ora,aggiungere il sale. Pirlare bene l’impasto e mettere a lievitare 1 ora al caldo (28 °C). Dopo 1 ora, iniziare con le sfogliature.

Stendere l’impasto in un rettangolo non troppo fino.Posizionare sopra il burro veg a fiocchetti e richiudere i 4 angoli del rettangolo verso il centro. Ora, i veri e bravi panificatori e pasticceri,categoria alla quale non mi g utilizzerebbero la classica tecnica della sfogliatura a libro . Io, che vergara e contadina sono e me ne vanto, ho ideato una mia tecnica peculiare e rapida: prima faccio velocemente delle pieghe a tre non badando ad eventuali tentativi di fuga del burro dall’impasto,dopodichè arrotolo il tutto formando una palla! Si impastando proprio.Avete capito bene.

Con la tecnica vergara-style, ho notato che la sfogliatura è più sottile e meno netta e meno “presente” in bocca . Insomma,a me ME PIACE 😉 .

Fatto il primo giro di pieghe e reimpasto sfogliatore, mettete in frigo per almeno un’ora. Ripetere la sfogliatura 3 o più volte .

Dopo 3 sfogliature ( o più), pirliamo bene l’impasto e adagiamo la palla ben chiusa in uno stampo apposito ben imburrato. Dovrà lievitare tra le 5 e le 10 h. Non posso darvi un tempo preciso perchè dipende dalla temperatura ambientale. A me una volta son state necessarie 12 h, la seconda volta 6.

Cuocere in forno già caldo a 150 °C per 70 minuti circa nel ripiano più basso.

Una volta cotto,estrarlo dopo 5 minuti dallo stampo e lasciarlo riposare su una gratella per un giorno intero.

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Consigli: cospargetelo al momento del servizio con zucchero di canna a velo fatto in casa e accompagnatelo con una bella crema pasticcera vegana calda o una tazza di cioccolata calda. Per i grandi, non male l’abbinamento con una salsa dolce al Grand Marnier o al Brandy o…un flute di bollicine italiane.

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BUONE FESTE!

QUICHE SPIRALE

20150620_160846Dopo tempo immemore,torno nella mia cucina virtuale. Di cose ne son successe tante,di acqua sotto i ponti ne è passata a ondate… di cui una anomala,imprevista che mi ha lasciata ,per un attimo lungo un’infinità, senza fiato. La vita che giorno dopo giorno sembra ripetersi uguale come se fosse costruita di piccoli tasselli con la stessa forma e gli stessi colori, la giornata farcita di soliti déjà vu che tu ti affretti di concludere al più presto per avere almeno il sollievo e l’evasione del sogno ( se mai questo ti fa visita nel sonno,cosa per me rara)…ecco, tutto questo ERA  fino ad Agosto. Poi la routine si frantuma come cristallo sotto i piedi. E te barcolli perchè stai per perdere il tuo baricentro di quotidianità piatta ma sicura. Il primo grande terremoto della mia Vita si è fatto sentire. Eccome! E come quando la terra borbotta e si scrolla coi terremoti veri che colgono sempre,ahimè , di sorpresa, così anche lo sconquassamento agostano mi ha destabilizzata e trovata impreparata. Ma, capiamoci subito e bene, si tratta di quella faglia sotto il tuo percorso di esistenza grama e grigia che tutti attendono e bramano.Parlo di quella Cosa che cambia il tuo cammino per sempre. Ti si affianca al tuo sentiero quello di un Altro Essere. Iniziano gli incroci e le deviazioni,perdi la tua bussola interna. Ti sconvolge . Ma anche ti rigenera come la brezza marina pungente . Ti scardina il cuore,forzandolo con mano di velluto. Districa con maestria i rovi che lo hanno cinto e protetto per lungo tempo. Come un serpente,divincolandosi tra le mie paure, si è intrufolato dentro. Ed io non ho opposto resistenza perchè non HO VOLUTO. Ed una volta dentro, ha iniziato subito a colorare le pareti del cuore,a ingentilirlo con rose rosse, a spazzare via la polverosa mole di tristezza e ansia che lo abitavano da sempre. Ho un NUOVO INQUILINO dentro al cuore. Ci si è accasato con forza e testardaggine. Io lo accolgo col sorriso sulle labbra e le guance rigate di lacrime. Finalmente. Ora chiudo a chiave la porta del mio Cuore. A doppia mandata. Lui dentro con me. Il mondo fuori.

Ora vi lascio una deliziosa torta salata da sfoggiare nelle occasioni più formali o ad una festa. E’ divenuta il mio cavallo di battaglia salato. Perchè a spirale? Perchè è trendy e poi… è immagina concreta e masticabile della mia testa ora: una spirale ipnotizzante!

  QUICHE  SPIRALE

Per la brisée:

  • 200 g di farina metà 0 metà T2
  • 70 g di olio di germe di mais o di riso
  • 50 ml di acqua fredda
  • sale marino qb
  • 1 pizzico di bicarbonato

Pastella interna:

  • 50 g di farina 0
  • 2 cc di fecola
  • 250 ml di latte veg a scelta non dolcificato
  • 100 ml di panna da cucina veg ( io di mandorla o di riso,molto dense)

ripieno aggiuntivo a scelta:

verdure tagliate per il lungo,cubetti di formaggio vegetale, dadini di tofu o seitan affumicato,erba cipollina,piselli scottati e chi ne ha più ne metta.

Preparare la brisèe semplicemente mescolando le farine setacciate con il sale,il bicarbonato e aggiungendo i liquidi freddi a filo.Impastare brevemente x non surriscaldare e porre la palla ottenuta in frigo o nel freezer.

In una ciotola mescolare gli ingredienti per la pastella evitando la formazione di grumi e in conclusione inserire il ripieno scelto e freddo.Aromatizzare a piacere.

Riprendere la brisée dal frigo e aiutandosi con un velo di farina,stenderla velocemente e rivestirvi una stampo a cerniera di 22 cm di diametro , già oleato e infarinato.Inserirvi il ripieno impastellato e cuocere in forno a 180 °C per 40 minuti. Servire fredda o tiepida.

 

LATTE BRASILIANO

DSCN1537E’ passato del tempo dalla mia ultima pubblicazione. Tempus fugit. Così si dice, ed è vero. Tempo speso tra mille attività,pensieri,paturnie,risate e racconti. Tempo di esperimenti: non mangerecci, ma umani. Ci sono esseri umani, come canta qualcuno, che veramente non hanno la minima idea di quale grave responsabilità porti con sè quell’aggettivo. Cosa vuol dire essere umani se non essere empatico con il prossimo, socievole,rispettoso dell’altrui libertà di pensiero ed azione, e rispettoso sopratutto della diversità di carattere ed opinioni? Cercare l’altro non dovrebbe implicare solo bramarne la fisicità, ma pizzicarne le corde del dentro in modo tale da comporre una melodia che leghi le persone. Il difficile sta nel far combinare il perfetto musicista con la sua propria chitarra!

Poi , quando t’inoltri in un sentiero buio di rassegnazione, incontri persone totalmente nuove e rinnovate dal profondo che ti  ridonano l’illusione che, in fondo, la possibilità di redenzione c’è per tutti.

Ecco, queste sono le tediose conclusioni cui sono giunta finora. Ma l’estate, che come si sa, è tempo proprizio per esperimenti e prove di socialità…è appena alle porte ERGO… ne avrò tante da raccontarne. Almeno farò in modo sia così.

Ora per risollevare un po’ le sorti del post che sta diventando anche troppo “filosofico” per i miei gusti…cavalcando l’onda della mia attuale saudade brasiliana…vi appioppo la ricetta di un latte CREMOSO,VELLUTATO e straricco di nutrienti preziosi. Perchè brasiliano? Ma chiaro: è una bella mungitura di noci del brasile!

Le noci del Brasile sono i frutti della Bertholletia excelsa, un vero monumento della natura, un grande albero che cresce spontaneamente nella foresta: è alto anche 50 metri, vive per più di 300 anni, non si può coltivare in altre zone per la mancanza degli insetti impollinatori e viene disseminato da un unico roditore, l’agouti, che riesce ad aprire le capsule legnose contenenti le 15-20 vere e proprie “noci”.

Cresce soprattutto nelle zone amazzoniche di Brasile, Perù e Bolivia. Questa pianta viene definita eco-sostenibile perchè l’albero deve la sua esistenza alla sopravvivenza del bosco amazzonico. Infatti produce il frutto soltanto se non rimane isolato dal bosco; se ciò accade cessa di produrre, secca e muore. E’ indispensabile che la foresta continui a esistere per quest’albero(anche per l’ambiente e tutti noi) gli alberi delle Noci Amazzoniche sono minacciati sempre più dall’apertura di aree pascolive per l’allevamento di bovini, dalla trasformazione del territorio per incremento dell’agricoltura, dalla bassa rinnovazione della pianta fuori dall’ ecosistema del bosco amazzonico primario.

Le noci del Brasile sono delle vere bombe proteiche e preziose fonti di energia.  Sono apprezzate, come altri semi oleosi, per l’elevato contenuto di vitamina E e di acidi grassi polinsaturi, ma si distinguono soprattutto per l’altissimo contenuto di selenio.
Per comprendere appieno l’importante contributo che questi semi danno al nostro organismo basta pensare che gli esperti raccomandano un’assunzione giornaliera di selenio pari a 200 microgrammi, ovvero la quantità contenuta in appena 2 noci del Brasile.
Questo minerale è un potentissimo antiossidante e combatte i radicali liberi, causa dell’invecchiamento oltre che di diverse patologie. Ha inoltre effetti antitumorali,  antivirali e immunostimolanti. Le popolazioni amazzoniche se ne cibano da sempre.Le noci del Brasile sono delle vere bombe proteiche e preziose fonti di energia.

Sono apprezzate per l’elevato contenuto di vitamina E e di acidi grassi polinsaturi ma, a distinguerle dagli altri semi oleosi (altrettanto ricchi di sostanze nutritive), c’è soprattutto l’altissimo contenuto di selenio.
Per comprendere appieno l’importante contributo che questi semi danno al nostro organismo basta pensare che gli esperti raccomandano un’assunzione giornaliera di selenio pari a 200 microgrammi, ovvero la quantità contenuta in appena 2 noci del Brasile.

( fonte:Ambientebio)

LATTE BRASILIANO CRUDO

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  • 200 g di noci del Brasile faitrade
  • 1 lt di acqua a basso residuo fisso
  • sale q.b a piacere
  • vaniglia a piacere
  • agave q.b ( se lo si vuole dolce)

Far ammollare una notte le noci. Il giorno seguente,una volta scolate, frullarle con l’acqua e gli altri ingredienti scelti . Consiglio di usare un frullatore potente in modo da ridurre bene in poltiglia la massa delle noci.Versare il latte candido in una caraffa filtrandolo con un colino a maglia fitta rivestito da una garza da alimenti.Conservare in frigo ma consumare entro 4 giorni.

Io lo uso per rendere cremosi frullati,per mantecare risotti o sorgotti, per impreziosire torte o altri dessert. Ed anche come base per un gelato fatto in casa non lo vedo male affatto!

Con l’okara, ovvero la poltiglia di scarto, le possibilità di re-impiego sono infinite: biscotti crudisti e non, torte raw e non, per arricchire paste magari rifrullandola con delle verdure, come parte grassa di un dressing , secca come base di un grana veg…insomma…innumerevoli.

E vai di baffoni bianchi!!!!

TOFU BURMESE

20150311_092914Vi presento il nuovo invasore delle cucine webbiane vegane di tutto il mondo:il tofu Burmese o più semplicemente tofu di ceci. E’ originario del Myanmar ed è in realtà preparato con la farina di piselli gialli spezzati. Di facile realizzazione, si presenta di colore giallo più o meno intenso e dalla consitenza gelatinosa e compatta al taglio, non sbricioloso come il fratello cinese a base di soia. Viene generalmente consumato fritto, anche 2 volte e venduto come comune street food nel Paese di origine.Viene anche essiccato al sole e venduto così nei mercati cittadini,pronto per essere cucinato e per arricchire insalate o essere abbondantemente speziato con varie tipologie di curries locali.

Io vi lascio la ricetta base, adatta ad essere personalizzata in millanta versioni.

TOFU BURMESE

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  • 750 ml di acqua
  • 125 g di farina di ceci macinata a pietra
  • un pizzico di sale (io affumicato)
  • curcuma qb
  • olio evo qb.

In una ciotola sciogliere la farina di ceci in 250 ml di acqua in modo da eliminare eventuali grumi. Nel frattempo portare a bollore 500 ml di acqua. Salarla e colorarla con la curcuma. All’ebollizione iniziale, buttare la pastella di ceci tutta d’un colpo nella pentola e con la frusta portare a cottura.Continuare a mescolare per 10 minuti e porre poi la polentina in una pirofila di vetro oleata e quadrata. Lasciar freddare prima fuori dal frigo. Riporre poi in frigo per almeno mezza giornata in modo da consentire la compattazione.

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Tagliare a cubetti o a fettine e usare a piacere. Io vi consiglio di grigliarlo e metterlo come arricchimento ad un’insalata,oppure impanarlo e friggerlo o cuocerlo in forno. E’ ottimo anche come sostituto del tofu commerciale per la realizzazione di farciture di quiches e torte salate. Vi do però un consiglio:insaporitelo ben bene con spezie ed erbette durante la preparazione altrimenti rischia di essere anche troppo anonimo.

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